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di Lina Palmerini

Il Sole 24 Ore, 14 novembre 2025

Meloni camuffa il fallimento dell’accordo con l’Albania sul trasferimento degli immigrati. Nel grande allestimento del vertice intergovernativo tra Italia e Albania, un insuccesso è finito sullo sfondo. In effetti, tra i meriti ascrivibili a Meloni ci dovrebbe essere anche quello di camuffare i bersagli mancati quale è stato quello dell’accordo con Rama sul trasferimento di immigrati illegali nei centri albanesi. Due anni di travagli, molte centinaia di milioni di soldi pubblici spesi, per poi essere trasformati in centri (vuoti) per clandestini espulsi con numeri assai esigui.

Va detto che ieri la premier non ha nascosto il fallimento, che però ha avuto l’abilità di tramutare in una nuova promessa postdatando il “funzioneranno” che tanto era diventato virale e convincente. In particolare, ha detto che tutti “conosciamo le ragioni per le quali il protocollo non ha funzionato” ma che “funzionerà quando entrerà in campo il nuovo Patto di migrazione e asilo” e che la responsabilità “non è la mia ma arriveremo, due anni dopo, a fare ciò che potevamo fare due anni prima”.

Sono dichiarazioni da analizzare con il manuale del bravo comunicatore e funziona così: che si fa fare un giro alla narrazione di 360 gradi per ritornare al “funzioneranno” ma con una nuova scadenza. A questo punto c’era chi - ancora ieri - si chiedeva come mai l’opposizione non riesca a inchiodare Meloni come pure hanno provato a fare Schlein e Conte. “Per la prima volta Meloni ammette che abbiamo perso due anni in Albania, questi centri non stanno funzionando, si è sprecato un miliardo”. Questo l’affondo del leader dei 5 Stelle che è più interessante perché lui parla di una storia che conosce. Nel senso che sa bene come la destra sia imbattibile sul fronte sicurezza e immigrati. Lo sa perché, insieme ai 5 Stelle di quella stagione, è stato il primo sconfitto da Salvini quando nel governo giallo-verde raggiunse l’apice della popolarità grazie a quella bandiera. E grazie al fatto che riuscì a portare gli sbarchi in cima all’agenda del Paese, intestandosi una battaglia su cui i grillini erano totalmente scoperti. Non erano quelli i punti forti del Movimento mentre lo era la sicurezza per il capo della Lega.

Ecco, a distanza di tempo la sinistra non ha fatto passi avanti nel recuperare credibilità ma sembra ancora molto a disagio a trattare il dossier. Di contro si potrebbe dire che le stesse difficoltà le sconta Salvini con Meloni che gli ha scippato, quella bandiera tanto preziosa. E anche se il leader del Carroccio prova a riprendersela annunciando un nuovo decreto, pare che la premier lo faccia parlare e basta. Di una nuova legge sembra non ci sia traccia tra Viminale e Palazzo Chigi.