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Il Dubbio, 17 agosto 2019


"Situazione insostenibile". L'Ue usa parole dure e commenta in questo modo la situazione della nave Open Arms, bloccata in mare da diversi giorni con oltre 140 migranti a bordo, e chiede "un immediato sbarco". "La situazione in cui le persone sono bloccate in mare per giorni e settimane è insostenibile. Ricordiamo ancora una volta che servono soluzioni sostenibili nel Mediterraneo affinché quelle persone possano sbarcare in modo sicuro e veloce e che possano ricevere l'assistenza di cui hanno bisogno", ha dichiarato la portavoce della Commissione, Vanessa Mock. "Non è la responsabilità di uno o di un paio di Stati membri ma di tutta l'Europa", ha aggiunto.

E non c'è dubbio che il destinatario della durissima nota europea sia il ministro dell'Interno Matteo Salvini il quale si ostina a perseguire la linea dell'intreansigenza. Questo nonostante l'opposizione del premier Conte e della ministra della Difesa Trena che mercolsì scorso ha inviato navi militari in soccorso dei naufraghi.

Nel frattempo, dopo la decisione del Tar di sospendere la chiusura dei porti, due nuovi esposti sul caso Open Arms sono stati presentati oggi alla Procura di Agrigento. Il primo è stato presentato dai giuristi democratici in cui viene contestata la condotta del Prefetto di Agrigento Dario Caputo. In particolare i giuristi parlano di un "mancato rispetto dell'ordinanza del Tar del Lazio" sulla gestione dello sbarco dei migranti.

L'altra denuncia è stata presentata dalla Ong spagnola "per ribadire - come spiegano all'Adnkronos - quanto già chiesto lo scorso 10 agosto, considerando il peggioramento delle condizioni sulla nave". Secondo i legali della Open Arms non sarebbe stato dato seguito alla ordinanza del Tar del Lazio che ha consentito alla nave di entrare nelle acque territoriali per consentire il soccorso immediato delle persone bisognose. I legali chiedono di procedere per sequestro di persona, violenza privata e abuso in atti d'ufficio.

E sulla vicenda interviene anche la sindaca di Barcellona: "La crudeltà a cui stiamo assistendo da 15 giorni non ha alcuna giustificazione possibile. Salvare vite non è solo un dovere morale, ma anche legale: la Ue deve obbligare Matteo Salvini a rispettare la legge. Tutto l'appoggio a Open Arms, sbarchiamoli", scrive su twitter Ada Colau.

Nel frattempo al situazione a bordo della nave è sempre più drammatica: "Tutte le persone rimaste a bordo necessitano di essere sbarcate con urgenza", spiegano i volontari dopo la quindicesima notte passata con i migranti salvati nelle acque del Mediterraneo. "Dopo le ultime evacuazioni, sono rimasti in 134", spiega all'Agi la portavoce dell'Ong, Veronica Alfonsi: giovedì in serata ne erano stati sbarcati 9 due minori con i rispettivi cugini, due coppie di marito e moglie e un altro adulto - per "cause psicologiche"; nella notte è toccato ad altri 4, tre bisognosi di "cure mediche specializzate" ed un accompagnatore.

"La situazione ormai è critica - denuncia Alfonsi - ma più che un problema di condizione fisica è una questione di stress psicologico, divenuto insostenibile: con il passare delle ore mantenere la calma è sempre più difficile, anche perché le persone vedono la soluzione a portata di mano e non capiscono perché l'attesa debba prolungarsi ancora". La pronuncia del Tar, che ha sospeso il divieto di ingresso in acque territoriali, sembrava aver rappresentato la svolta, ma una volta ottenuto un punto di fonda bisogna comunque aspettare l'autorizzazione ad entrare in porto a Lampedusa. E al momento, in mancanza di indicazioni dal Viminale (che ha annunciato ricorso urgente al Consiglio di Stato), la speranza è che sia la procura di Agrigento ad intervenire.

E l'ultimo accorato appello arriva da David Sassoli, presidente del parlamento europeo: "Oggi la mia segreteria è entrata in contatto con il comandante della missione Open Arms che ci ha descritto condizioni al limite del sopportabile. La situazione è diventata drammatica", riferisce Sassoli in una nota.

"Gli immigrati - continua il presidente dell'Europarlamento sono bloccati sulla nave da 14 giorni a un chilometro dal porto di Lampedusa, cedendo ad atti di autolesionismo e perdendo la percezione della realtà. Le condizioni igieniche a bordo sono ormai precarie ed è necessario consentire immediatamente lo sbarco". Il presidente del Parlamento europeo ha aggiunto: "Auspico che le autorità italiane capiscano la gravità e l'urgenza umanitaria a bordo della nave consentendo loro di entrare in porto oggi stesso".