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di Ilario Lombardo

La Stampa, 3 novembre 2022

Oggi la premier a Bruxelles per negoziare su Pnrr, fondi di coesione e bollette. Alta tensione sulla concorrenza: “Imporre le gare è incostituzionale”. Giorgia Meloni è stata informata in serata della risposta data dal governo tedesco al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Per Berlino i migranti della nave Humanity One vanno portati in salvo.

È un dovere umanitario, che non dipende da quale bandiera sventoli sull’imbarcazione della Ong. La presidente non ha voglia di controreplicare, e preferisce lasciare che a farlo sia il prefetto che oggi siede a capo del Viminale. Ma è difficile credere che abbia cambiato idea rispetto a quanto sostenuto con Bruno Vespa appena pochi giorni fa: “Se fai la spola tra le coste africane e l’Italia per traghettare i migranti violi apertamente il diritto del mare e la legislazione internazionale - dice Meloni - Se poi una nave Ong batte bandiera, poniamo, tedesca, i casi sono due: o la Germania la riconosce e se ne fa carico o quella diventa una nave pirata”.

Per effetto della direttiva di Piantedosi la Humanity One è ancora al largo. Da dieci giorni. Giorni in cui Meloni ha anticipato i suoi piani sull’Europa a Vespa, per il nuovo libro La grande tempesta: sui migranti, sull’energia, sulla concorrenza, sulla riforma del Patto di Stabilità. La premier ha convinzioni chiare che intende portare sul tavolo dei negoziati con l’Unione, “con franchezza, senza avere paura e soggezione di nessuno”, come dice ai collaboratori.

Il debutto sarà oggi pomeriggio. A Bruxelles, Meloni incontrerà Ursula von Der Leyen, Charles Michel e Roberta Metsola, presidenti delle tre principali istituzioni europee, Commissione, Consiglio e Parlamento. La scelta della prima tappa all’estero è altamente simbolica. L’Europa resta la casa dell’Italia. Meloni però avrebbe l’ambizione di ristrutturarla. Come e con chi? Questo è il punto.

La premier dovrà convincere i presidenti che la destra italiana non è quella incendiaria contro l’euro di qualche anno fa (Meloni e Matteo Salvini erano per abbandonare la moneta unica), né contro i diritti, sull’esempio degli amici del cuore polacchi e ungheresi. Il menù dei dossier di cui discutere è lungo. E sull’immigrazione la cronaca di queste ore certo non aiuta una discussione serena. La Commissione ha pronta una proposta sulla redistribuzione, per quote tra i Paesi membri e su base volontaria, che al governo non piace. Meloni chiede il “ripristino dell’operazione Sophia” che nella terza fase, sostiene, “prevedeva di estirpare il sistema organizzativo del contrabbando di esseri umani”. È il cosiddetto “blocco navale”, proposto da Fratelli d’Italia.

Oggi ne parlerà a Bruxelles, dove sarà accompagnata da Raffaele Fitto, l’uomo che per lei ha coltivato i rapporti in Europa, e che ha saldato l’asse del gruppo dei conservatori, tenendolo lontano dall’ultradestra populista di Salvini, Marine Le Pen e i tedeschi di AfD. Fitto torna nella capitale belga nelle vesti di ministro degli Affari Ue, della Coesione territoriale e del Pnrr. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza sarà la portata principale degli incontri in agenda. Assieme ai negoziati sul gas e sull’energia. Dalla campagna elettorale a oggi, l’idea di Meloni resta sempre la stessa: il Pnrr va rimodulato alla luce dei forti rincari del costo delle materie prime e delle bollette. Su 230 miliardi di euro previsti dal Next Generation Eu, 120 miliardi sono destinati alle opere pubbliche. Calcolando rincari medi del 35%, i costi sono schizzati di 40 miliardi di euro. “L’Europa ce li può garantire? - si chiede retoricamente Meloni - No. Allora dobbiamo cercare insieme una soluzione ragionevole”. Cambiare gli obiettivi del Piano, ridurre i progetti a cui sono destinati i fondi, è la strada, difficile, che hanno in mente a Palazzo Chigi.

Meloni, però, non potrà fare solo richieste. Dovrà anche dare qualche spiegazione. Per esempio: cosa intende fare della riforma sulla concorrenza, che ha lacerato la maggioranza del governo Draghi e a cui lei si è opposta, in difesa di balneari e tassisti.

Sempre nel libro di Vespa, la premier attacca la direttiva Bolkestein, sulle licenze per le spiagge: “Vogliono costringere noi a fare le aste nel 2023, mentre altri Paesi hanno prorogato le concessioni. Questa disparità è incostituzionale”. Meloni torna su un argomento caro a FdI: il primato del diritto nazionale su quello internazionale. Ci sono due proposte di legge a sua firma. Oggi, tra i suoi fedelissimi si cerca di minimizzare quelle tesi. Sono posizioni di mesi fa, sostengono, che non saranno rivendicate in fase di trattativa con l’Ue. Sulla concorrenza però vorrà vederci chiaro innanzitutto la presidente della Commissione Von der Leyen, perché è una riforma a cui sono vincolati i finanziamenti del Pnrr.

Con lei Meloni punterà ad allargare la discussione e portarla anche sull’energia. Sul tetto al prezzo del gas, sul disaccoppiamento con le altre fonti rinnovabili e su un nuovo Recovery dedicato. Su quest’ultimo punto la Germania e i Paesi del Nord sono gelidi. Non vogliono nuovo debito comune, come è stato per la pandemia, e allo stesso modo non sono così favorevoli a rivedere il Patto di stabilità. Sarà la guerra in Ucraina l’argomento con cui Meloni tenterà una mediazione: l’aggressione russa che, come ha fatto il virus, ha stravolto la vita degli europei. Nella speranza che da Bruxelles arrivi il via libera a un’altra proposta italiana: di destinare al caro bollette parte dei fondi di coesione 2014-2020 non spesi.