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di Grazia Longo

La Stampa, 2 settembre 2024

Il sottosegretario: “La cittadinanza non si regala e non si può dare in automatico. Centrodestra unito”. Sottosegretario all’Interno Nicola Molteni: gli sbarchi sono diminuiti ma secondo alcuni osservatori e l’opposizione si registrano vessazioni da parte di Tunisia, Libia ed Egitto con cui l’Italia ha siglato accordi. “La diminuzione degli sbarchi è un risultato straordinario di questo governo e dell’impegno del ministro Piantedosi. Ad agosto si sono registrati 8.500 arrivi, contro i 25 mila di un anno fa, con 5 mila minori non accompagnati rispetto ai 18 mila dello scorso anno. Inoltre, c’è stato il 20% in più dei rimpatri. Tutto questo grazie alla cooperazione internazionale con Tunisia, Libia ed Egitto, per cui mentre l’anno scorso l’emergenza era a Lampedusa, oggi è alle Canarie, in Spagna”.

Ma Tunisia, Libia ed Egitto non brillano per democrazia. I diritti umani sono garantiti?

“La politica migratoria del nostro governo avviene in un quadro di politiche internazionali con il controllo di organizzazioni come Unhcr e Oim. I diritti umani sono quindi garantiti”.

Ma non mancano le vittime in mare...

“È vero che ci sono morti e dispersi, ma in quantità inferiore rispetto al passato. Azzerando le partenze si limiterà l’azione degli scafisti e dei trafficanti di esseri umani che speculano sulle vite di chi cerca un futuro migliore. E in questo modo si conterranno anche attività illegali come il traffico di armi e di droga che proliferano con i guadagni degli scafisti. Il senso di umanità non si coltiva sradicando i popoli dalle loro terre, ma incentivandoli a rimanere in Africa”.

Eppure il Papa ha appena dichiarato che “respingere i migranti è peccato grave”. Che cosa ne pensa?

“Il Papa è il capo della Chiesa e della comunità cattolica, ha una visione universale basata su accoglienza e fratellanza. Concordo con lui quando sostiene che l’accoglienza deve avvenire secondo logiche di integrazione. Chi scappa dalle guerre va aiutato, ma i migranti economici vanno espulsi. Il decreto flussi funziona, sì a immigrati con il permesso e un contratto di lavoro, no ai clandestini. Noi peraltro abbiamo attivato corridoi umanitari con la Chiesa e la comunità di Sant’Egidio”.

Secondo l’opposizione il centro migranti in Albania è una costosa propaganda politica giuridicamente incerta. Quando e come entrerà in funzione?

“Credo che il protocollo con l’Albania sia utile, necessario e moderno. Un’iniziativa che sui territori extra Ue sarà il futuro. È un accordo di deterrenza per le partenze e di alleggerimento delle nostre strutture approvato da 15 Paesi europei. Mi stupisco che la sinistra sbraiti contro il centro in Albania e non protesti contro la recente decisione della Germania di rimandare 28 afgani a Kabul, non proprio la culla della democrazia. La struttura in Albania sarà il modello per la gestione dei flussi migratori. La premier Meloni ha annunciato che dovrebbe essere operativo le prossime settimane, al di là delle strumentalizzazioni della sinistra che usa bandierine politiche per coprire vuoto politico. Come per il discorso della cittadinanza”.

Ma il ministro degli Esteri e vice premier Tajani insistite invece sull’opportunità dello Ius scholae...

“Penso sia solo una cotta estiva. Il centro destra non può spaccarsi sullo Ius scholae che non fa neppure parte del programma di governo. La cittadinanza non si regala e non si può dare in automatico. Nel nostro Paese i minori stranieri hanno già gli stessi diritti all’istruzione e alla sanità degli italiani. Manca solo il diritto di voto che però non può essere dato con la scorciatoia dello Ius scholae. Anche perché in quel modo avremmo figli italiani di genitori stranieri. Il tema della cittadinanza ha già diviso la sinistra, sia nel governo Renzi sia in quello Gentiloni, non ci dobbiamo spaccare anche noi nel centro destra. Del resto il M5S vuole lo Ius scholae ma il Pd vuole lo Ius soli”.

Voi non volete dare la cittadinanza alle seconde generazioni, ma secondo la legge Tremaglia possono votare persone che non hanno nulla a che fare con l’Italia, che non parlano neppure l’italiano. Ius scholae no e Ius sanguinis sì?

“L’anno scorso abbiamo concesso cittadinanza italiana a ben 213 mila cittadini, la legge c’è già, basta che gli stranieri raggiungano il diciottesimo anno d’età. Molti stranieri, come i cinesi, neanche chiedono la cittadinanza italiana. A me nei mercati nessuno mi ferma per chiedere lo Ius scholae, i problemi sono altri. A livello europeo la politica migratoria ha fallito, vincono le scelte autonome dei singoli Paesi”.

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A proposito di autonomia quando bisogna partire? Quando bisogna approvare i primi Lep?

“Il più rapidamente possibile, il ministro Calderoli ha già fissato il timing. I Lep vanno prima definiti e poi finanziati, ma ci sono già alcune Regioni come Piemonte, Lombardia e Veneto che hanno già chiesto di partire con autonomia per le materie non coperte dai Lep come commercio estero e protezione civile”.

Si amplierà la differenza fra Nord e Sud?

“No, le differenze sono già esistenti. L’autonomia è un importante passo verso la modernizzazione del Paese”.