di Chiara Spagnolo e Benedetta De Falco
La Repubblica, 5 novembre 2024
Nel Centro che ospita i naufraghi tornati dall’Albania rabbia per la morte di un ospite. I disordini sono iniziati nel tardo pomeriggio di lunedì 4 novembre e sono ripresi in mattinata con l’invasione dell’area militare e poi il corteo spontaneo: a innescare la miccia della rivolta il decesso di un 33enne in ospedale dopo un possibile atto di autolesionismo all’interno della struttura.
Nel pomeriggio di ieri le proteste erano state innescate dalla notizia della morte di un migrante di 33 anni che si era sentito male la sera del 3 novembre, presumibilmente dopo aver ingoiato delle batterie o altri oggetti metallici, ed era stato curato con la somministrazione di una compressa. Trasportato all’ospedale San Paolo il giorno successivo, è morto.
Nel Cara di Bari c’è una capienza di 744 posti ma molte di più sono le persone ospitate, comprese diverse decine di abusivi che ogni notte riescono ad entrare nel centro e vi trovano riparo. Tra gli ospiti ci sono anche 12 dei 16 migranti che ad inizio ottobre furono soccorsi davanti alle coste siciliane e trasportati nel centro di Gjader in Albania. I 12 uomini sono stati portati in Italia dopo la pronuncia del tribunale di Roma, che non ha convalidato il loro trattenimento nella nuovissima struttura creata in base all’accordo tra Italia e Albania.











