di Michele Gambirasi
Il Manifesto, 27 febbraio 2026
Sono stati il terreno di scontro principale nell’offensiva che l’esecutivo ha ingaggiato con la magistratura da tre anni a questa parte. Era difficile quindi che i provvedimenti in materia di immigrazione, e in particolare i centri in Albania, non rientrassero nella campagna referendaria, a maggior ragione ora che la partita sembra farsi incerta. Così dopo le polemiche sollevate sul caso Sea Watch e sul risarcimento dovuto a un cittadino algerino, la macchina comunicativa della maggioranza ieri si è rimessa in moto dopo la notizia, apparsa per prima su il manifesto, che il cpr di Gjader è ai suoi massimi storici di capienza, con novanta persone detenute.
L’opportunità di scontro l’hanno offerta le dichiarazioni di Silvia Albano, giudice della sezione immigrazione del tribunale di Roma e presidente di Magistratura democratica. Che, in una conversazione con Il Fatto Quotidiano, ha semplicemente ricordato la disciplina in vigore per le espulsioni dall’Albania, ovvero il rientro prima in Italia perché la direttiva Rimpatri non consente di espulsioni effettuate fuori dal territorio nazionale. “Il trasferimento nel cpr albanese non è garanzia di rimpatrio. Anzi, i pochi rimpatriati sono sempre stati portati in Italia perché la legge non ammette espulsioni dall’estero. Perché insistere?” le sue parole.
Tanto è bastato a far partire la batteria di dichiarazioni da parte di Fratelli d’Italia. “Questa gravissima scorribanda verbale dimostra l’arroganza di una certa magistratura rossa, arroganza tale da ignorare l’appello del presidente Mattarella ad abbassare i toni in vista del referendum. Gli italiani sono stanchi di tale protervia, per questo il 22 e 23 marzo voteranno massicciamente Sì alla riforma della giustizia” ha detto per primo il vicepresidente vicario dei senatori di Meloni, Raffaele Speranzon. A seguire, note simili sono arrivate anche da parte di altri esponenti di Fratelli d’Italia e nel pomeriggio è stato lo stesso partito a rilanciare l’offensiva sui propri canali social. “Le continue incursioni di certa magistratura ideologizzata per ostacolare le politiche migratorie e di sicurezza del governo Meloni stanno raggiungendo livelli inaccettabili” hanno scritto, accompagnando la card a un virgolettato non della giudice ma di un altro giornalista che ne aveva commentato le dichiarazioni: “Mandare i clandestini lì è inutile, tanto li facciamo tornare”.
Albano ha risposto giudicando “sproporzionata” la reazione del partito della premier: “Ho rilasciato una dichiarazione pacata e la reazione mi sembra esagerata rispetto al contenuto di ciò che ho detto. Non faccio alcuna campagna contro il governo”. La campagna, a ogni modo, sembra essere destinata ad andare avanti a suon di polemiche di giornata. L’altro casus belli individuato ieri è stato l’avviso di conclusione indagini per la capa di gabinetto del ministro Nordio, Giusi Bartolozzi, indagata per falsa testimonianza in relazione al caso Almasri. Intanto, nuovo importante sbarco di migranti a Livorno. Dopo giorni di navigazione a bordo dell’Ocean Viking, 147 persone sono state autorizzate a sbarcare al porto labronico. E il Partito democratico, in una giornata in cui è tornato a far discutere il tema, ha attaccato il governo Meloni: “Ha fallito su tutta la linea”.










