Il Dubbio, 25 agosto 2020
Fino al 30 agosto in quattro diversi territori: nel nord Italia, in Sicilia, a Bilbao e a Valencia. Partiranno domani da Torino, per spostarsi verso il confine del nordest, raggiungere Trieste, Udine e il Centro di permanenza e rimpatrio (Cpr) di Gradisca finito al centro delle cronache. Ritorneranno poi in Piemonte, in provincia di Novara, per denunciare la guerra e il traffico d'armi di fronte alla Leonardo-Finmeccanica. Si sposterà poi a Saluzzo, territorio tristemente famoso per lo sfruttamento lavorativo dei migranti, e infine sui passi del popolo migrante in movimento tra Oulx e Briancon, per finire con un presidio di fronte al Cpr di Corso Brunelleschi a Torino.
Parliamo di una iniziativa promossa dalla Carovana Europea 2020 e che nasce da due esperienze collettive attive in due territori differenti: Caravana Abriendo Fronteras e Carovane migranti. È un evento di denuncia e testimonianza che a causa dell'emergenza sanitaria si è strutturato in modo diverso rispetto la proposta iniziale, ma che si svolgerà ugualmente da domani 26 al 30 agosto in quattro diversi territori: nel nord Italia, in Sicilia, a Bilbao e a Valencia.
Invariato rimane l'obiettivo di denunciare le politiche migratorie dei governi spagnolo, italiano ed europeo e che, anzi, nemmeno di fronte alla pandemia da Covid-19 hanno fermato le dinamiche di respingimento, discriminazione, repressione e sfruttamento nei confronti delle persone migranti. In questa situazione i collettivi ritengono quindi più che mai necessario non farsi bloccare e continuare a lottare per i diritti e a denunciare le politiche criminali rispetto alle persone che vivono, o attraversano, il territorio italiano, spagnolo o cercano di oltrepassare le frontiere.
La Carovana quest'anno assumerà perciò una forma particolare, sarà in parte in presenza e vedrà attivisti e attiviste muoversi verso alcuni territori, e in parte virtuale, con il contributo video in diretta o registrato dei testimoni che solitamente viaggiano con la Carovana e che non hanno rinunciato a far sentire le loro voci e far conoscere le loro lotte dai luoghi in cui vivono, cioè il territorio Mesoamericano, il Nord Africa, la Rotta Balcanica, le isole greche, ma anche il territorio palestinese e varie parti del Pianeta che purtroppo vedono calpestati i diritti umani delle persone migranti.
A questo punto vale la pena parlare delle realtà promotrici. Carovane Migranti è un collettivo nato nel 2014, formato da attivisti e volontari, autofinanziati, di varie età e profili, nato da persone che avevano uno sguardo sul Messico come corridoio migratorio e che si sono rese conto che anche l'Italia, in quanto paese d'approdo e di transito per raggiungere altri paesi, stava diventando un paese in cui si perpetravano discriminazioni e violazioni dei diritti umani.
L'idea che ha fatto nascere il collettivo è stata quella di viversi come un ponte per dare voce a persone che vivevano i territori in cui il fenomeno migratorio aveva un impatto evidente, e per permettere lo scambio di pratiche collettive e ricerca di verità e giustizia e dignità per i diritti di tutti e tutte. A partire dal 2014 ogni anno sono state organizzate Carovane che viaggiavano lungo i territori italiani e stranieri, insieme a testimoni provenienti da diverse parti del mondo, con l'obiettivo di denunciare e rendere note le lotte di persone che vedevano e vedono continuamente negati i loro diritti.
Caravana Abriendo Fronteras è, invece, una rete nata nel 2016 con la carovana in Grecia, formata da diverse organizzazioni e collettivi spagnoli, che rivendica pratiche di buona accoglienza e diritti di libertà di movimento per tutte le persone, denunciando le situazioni in cui questi diritti non vengono rispettati, e sensibilizzando la cittadinanza in modo che questa possa essere parte attiva nella realtà, sentendo, pensando e agendo.
Oltra al nord Italia, anche la Sicilia - in quanto Frontiera sud - parteciperà alla Carovana 2020, prendendo una posizione all'interno della rete euro-mediterranea, portando i propri corpi nei luoghi siciliani di frontiera, di sfruttamento, di violenza, di esclusione. Il contributo siciliano, in linea con i temi selezionati per la Carovana, si svolgerà ogni giorno in un luogo emblematico: a Catania, la prima giornata, per denunciare le politiche di Frontex, raccontare le prassi illecite nel confine Sicilia e il ruolo della base militare di Sigonella; a Pozzallo, la seconda giornata, per denunciare il sistema Hotspot e per raccontare le lotte contro la militarizzazione della Sicilia; a Campobello di Mazara, la giornata conclusiva, per parlare del caporalato e dello sfruttamento lavorativo dei migranti. Inoltre, verranno condivisi video che riguardano gli sbarchi di Lampedusa, il ghetto di Cassibile e le iniziative a Palermo per la regolarizzazione dei e delle migranti.










