di Giansandro Merli
Il Manifesto, 14 maggio 2025
L’avvocato Guido Savio, tra i soci più noti dell’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (Asgi), ha criticato sul sito questionegiustizia.it le recenti decisioni della Cassazione sui trattenimenti dei richiedenti asilo. In meno di venti giorni dalla prima sezione penale della Cassazione sono arrivate tre sentenze che aiutano il governo sull’Albania. Perché si esprime un giudice penale se il resto della materia è sul civile? Perché alla fine del 2024 una legge ha spostato la competenza sui ricorsi contro la convalida dei trattenimenti dalla Cassazione civile alla Cassazione penale.
Ma nelle Corti di appello continuano a decidere i giudici civili...
Se la convalida del trattenimento è finalizzata all’espulsione di un migrante irregolare decide il giudice di pace secondo le regole del processo civile. Se questa riguarda un richiedente asilo decide la Corte d’appello, sulla base delle stesse norme. Ma per il ricorso ora è competente la Cassazione penale.
La Corte d’appello di Lecce ha sollevato alla Consulta una questione di legittimità. Ritiene ci sia un’infrazione “del carattere unitario inscindibile delle questioni attinenti al diritto d’asilo”. Quali sono gli effetti sul diritto di difesa?
Quando la competenza era della Cassazione civile i termini per il ricorso erano di 60 giorni o sei mesi. Attribuendo la competenza alla Cassazione penale e applicando la normativa sul mandato d’arresto europeo non consensuale, come da modifica della Consulta, il termine è di cinque giorni. Inoltre sono limitati i motivi di ricorso. La ratio è ridurre le possibilità di ricorso e l’impatto che le sentenze della Cassazione civile, in particolare della prima sezione civile, hanno avuto in materia.
Quindi la Cassazione penale sta andando contro quella civile. C’è un rischio di riscrittura della materia?
Sì, e in una direzione assolutamente più restrittiva.
Sempre la Corte d’Appello di Lecce sostiene che il governo non ha motivato il riordino della materia tra i vari tribunali. Qual è la ragione di questa scelta che il giudice ritiene “illogica”?
È evidentemente politica. Per il centro di Gjader il riferimento era la sezione specializzata del tribunale di Roma. Quando questa ha bocciato le convalide, il governo le ha trasferite alla Corte d’appello, che non è specializzata, sperando in un giudice più compiacente. Perché il sistema Albania deve funzionare a ogni costo, come dice Meloni. Ma così ha creato un’alterazione totale nel sistema. Basta un dato: in questi casi la Corte d’appello giudica in primo grado. Non c’è nessun senso logico o giustificazione normativa. Se non quella che si vede tra le righe: vogliono giudici meno rompiscatole. Ma anche in Appello gli è andata male.
L’attribuzione dei ricorsi alla prima sezione penale della Cassazione rientra nella logica di scegliersi i giudici?
La prima sezione è stata indicata dalla presidente della Corte di Cassazione Margherita Cassano. Il governo ha soprattutto deciso che, attraverso la normativa sul mandato d’arresto europeo, andavano limitati casi e tempi del ricorso. Ha perfettamente ragione il giudice di Lecce a sollevare la questione di legittimità costituzionale: hanno creato un’aporia nel sistema senza alcun senso. A parte quello degli interessi politici.
Il governo italiano, con quello danese, ora se la prende anche con la Cedu, accusandola di essere troppo garantista sui diritti dei migranti. Che significa?
È indice della stessa volontà politica che ormai pervade tutta l’Ue. Il rischio è che prevalga un diverso orientamento della Corte europea dei diritti dell’uomo, meno attento alle garanzie rispetto al passato. Vogliono giudici che obbediscano al potere esecutivo. Provano ad addomesticarli. Se non funziona li cambiano finché non trovano uno che dà loro ragione.











