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Il Sole 24 Ore, 7 agosto 2019


L'Unione europea e le agenzie per i rifugiati stanno discutendo con il Ruanda un piano per trasferire nel piccolo Paese centroafricano migranti che si trovano rinchiusi nei Centri di detenzione in Libia. Il piano di emergenza, riportato ieri dal Financial Times, prende le mosse dall'offerta fatta già nel 2017 dal presidente del Ruanda, Paul Kagame, che si era detto disposto ad ospitare fino a 30mila migranti africani, in più anni, in arrivo dalla Libia.

Due anni fa il governo di Kigali aveva offerto supporto logistico a coloro che volessero tornare dalla Libia nei Paesi di origine e asilo a chi non intendesse farlo. E aveva presentato un piano all'Unione africana chiedendo a tutti gli Stati del Continente di fare la propria parte. "Abbiamo poche risorse - aveva detto la portavoce del ministero degli Esteri ruandese - e non siamo certo in grado di prendere tutti gli immigrati ma faremo la nostra parte".

La situazione nei campi di prigionia in Libia è molto grave, come denunciano le organizzazioni per i diritti umani. Violenze e abusi su larga scala sono stati ampiamente documentati e il 3 luglio scorso un raid aereo ha bombardato un centro di detenzione a Tajoura, nella periferia orientale della capitale Tripoli, uccidendo decine di persone e ferendone un centinaio. Le vittime erano per lo più profughi arrivati da Eritrea, Sudan e Somalia. Il governo libico di unità nazionale guidato da Fayez al-Sarraj ha accusato del crimine gli uomini del nemico, il generale Khalifa Haftar, il quale ha negato di aver fatto sganciare le bombe sul centro.

"Questo attacco equivale a un crimine di guerra" ha commentato l'Alto commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite Michelle Bachelet. La strage di Tajoura ha riacceso le critiche nei confronti dell'Unione europea che ha addestrato la guardia costiera libica le cui motovedette dopo aver fermato le imbarcazioni dirette verso l'Italia rispediscono i migranti nei centri di detenzione dove subiscono torture da parte delle milizie libiche.

Secondo quanto riporta il Financial Times, il mese scorso l'Alto commissariato per i rifugiati e l'Organizzazione internazionale per le migrazioni delle Nazioni Unite hanno dunque scritto una lettera all'Alto rappresentante per la politica estera della Ue, Federica Mogherini e al presidente della Commissione dell'Unione africana, Moussa Faki Mahamat, nella quale propongono di dare attuazione a un piano di emergenza per evacuare i migranti in Ruanda.

Il trasferimento volontario delle persone richiuse nei campi libici permetterebbe di cominciare ad affrontare le "politiche di pervasiva e inumana detenzione dei migranti che si trovano in Libia". Fonti governative ruandesi citate dal quotidiano economico britannico hanno aggiunto che si sta discutendo di circa 500 rifugiati che verrebbero inseriti in un "meccanismo di emergenza di transito" finanziato da Unione europea e Nazioni Unite.