di Maria Rosa Tomasello
La Stampa, 27 luglio 2020
L'ex sindaca di Lampedusa Giusi Nicolini critica il ministro dell'Interno: serve un piano di accoglienza, non una nave lebbrosario per i contagiati.
Lampedusa è piena di turisti. Qui l'emergenza non c'è. Venite a vedere via Roma o le spiagge, venite a vedere se incontrate un migrante. I problemi di questo Paese non possono essere urlati: nessuno può fare concorrenza a Salvini su questo tema, ma l'immigrazione è una materia che anche altri hanno usato, perché tutte le questioni portate avanti in maniera emergenziale alimentano clientele, affari. Ma l'immigrazione è un fatto sistemico, non emergenziale".
Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa dal 2012 al 2017, premio Unesco per la Pace, una breve esperienza "senza mai delega" nella segreteria del Pd, partito a cui oggi non sente di appartenere, non ha perso la sua passione civile. E accusa la politica, a destra come a sinistra, di
strumentalizzare il tema dell'immigrazione.
Il sindaco Totò Martello ha lanciato l'allarme. Lei dice che l'emergenza non c'è...
"Quando io ero sindaco l'isola era in testa alla classifica degli sbarchi, ma a partire da Mare Nostrum, fino all'intesa con la Libia, alla guerra alle Ong e a Salvini, sono praticamente scomparsi. L'emergenza oggi è in Spagna o in Grecia, con 35-40 mila sbarchi. Che emergenza sono 11 mila persone per un Paese che ne ha gestite 160 mila?".
La paura del contagio complica le cose non crede?
"Ma è una emergenza mondiale. Il ministero dell'Interno avrebbe dovuto redigere un piano sbarchi, un piano di prima accoglienza con misure speciali diverse da navi lebbrosario dove se c'è un positivo si rischia il contagio di centinaia di persone, mentre finita la quarantena il problema di dove mettere le persone rimane. I migranti sono una scusa non solo per Salvini ma per tutti coloro che gridano all'emergenza per ottenere altro".
Compreso il sindaco?
"Martello sta facendo strumentalizzazione politica esattamente come Salvini. È diventato sindaco facendo la guerra all'accoglienza, chiedendo di chiudere il centro che invece è l'unico modo per mettere in sicurezza la comunità. Ora vuole fiscalità di vantaggio, ristori per i pescatori. Ma oggi sono state trasferite centinaia di persone, l'emergenza è già cessata. Il centro ha 95 posti invece di 400 perché anni fa è stato incendiato: perché non lo rimettono a posto? Perché così possono dire che siamo invasi".
Nessuna invasione invece?
"Un turista non si accorge di nulla. Dalla seconda metà di luglio le presenze sono a livello pre-Covid. Lampedusa viene vissuta come una isola senza virus: abbiamo avuto un solo caso di una signora rientrata da una visita alla figlia a Milano. L'isola è appetibile per i turisti, ma se si continua a gridare all'emergenza le cose potrebbero cambiare. Ma certo il governo dovrebbe affinare il sistema dei trasferimenti".
Lamorgese vola a Tunisi, cosa pensa dovrebbe chiedere?
"Se metti un tappo alla Libia, le persone troveranno altre vie d'uscita. Italia, Grecia e Spagna soprattutto dovrebbero avere una politica unitaria, non si possono continuare a pagare i governi frontalieri. Quanto può durare?".
La soluzione qual è?
"Aprire i flussi, riformare la Bossi-Fini, abolire i decreti Salvini. Chi vuol lavorare deve poterlo fare. Gli industriali dicono che ogni anno servono 180mila persone per i lavori rifiutati dagli italiani. Cosa sono 11mila persone?".










