di Francesco Grignetti
La Stampa, 6 giugno 2024
Il fact checking voce per voce: ecco cosa abbiamo scoperto. Un miliardo come dicono le opposizioni o 130 milioni come afferma la premier Giorgia Meloni? Quanto costa davvero il Protocollo Italia-Albania? I due schieramenti politici brandiscono numeri molto diversi. E bisogna addentrarsi nei numeri per capire meglio come stanno le cose. Intanto una premessa: l’Albania cede due aree del suo territorio in affitto gratuito all’Italia per farvi costruire dei centri di riconoscimento e trattenimento di migranti. Si comincia con 1.000 posti; ma il programma è di arrivare a 3.000 presenze in contemporanea. Quindi è evidente che si comincia con una spesa minore, ma che dovrà triplicarsi quando si andrà a regime. Infine, il protocollo dura cinque anni, ed è rinnovabile tacitamente.
L’Italia si impegna a coprire tutte le spese. E qui c’è il primo nodo. Quali spese? C’è un capitolo di investimento (per costruire l’infrastruttura e dotarla del necessario); e poi c’è un capitolo per la gestione. Il primo è una tantum, il secondo si rinnova ogni anno.
Vediamo le spese di infrastruttura. Secondo il Centro studi della Camera, sono previste una “spesa di 31,2 milioni di euro per l’anno 2024 in favore del ministero dell’Interno e di 8 milioni di euro in favore del ministero della Giustizia per la realizzazione delle strutture previste nel territorio albanese”, più altri 8,48 milioni di euro per gli oneri relativi alle dotazioni strumentali. Totale: 50,68 milioni. In verità il costo è anche stato corretto perché il terreno del centro da costruire in montagna si è rivelato fragile, e di qui maggiori lavori, maggiori spese, tempi più lunghi. Alla fine saranno 65 milioni di euro, finanziati con un articolo inserito nella conversione del decreto-legge sul Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Poi ci sono le spese di gestione: vitto e alloggio dei tremila migranti trattenuti, spese di trasferta e diaria per il personale dello Stato, rimborso spese per gli avvocati che avranno il diritto di assistere i loro assistiti in sede. Va ricordato che secondo il Protocollo potranno essere portati in Albania solo i migranti maschi, maggiorenni, in buona salute e provenienti da paesi “sicuri”, ossia dove il governo italiano ritiene che siano rispettati i diritti fondamentali e l’ordinamento democratico. Secondo il decreto “Cutro”, e appoggiandosi al Patto per le migrazioni della Ue appena approvato, le domande di asilo presentate dai cittadini di paesi “sicuri” devono seguire una procedura accelerata che deve concludersi al massimo in 28 giorni. In queste 4 settimane, le domande di asilo saranno esaminate dalle
Commissioni prefettizie; nel caso albanese, ci saranno alcune sezioni speciali presso la prefettura di Roma. Il Protocollo prevede che all’interno dei centri lavorino solo personale italiano, trasferito temporaneamente in Albania: oltre allo stipendio riceveranno anche una diaria, e verranno coperti tutti i costi di viaggio, vitto e alloggio. Prevista una spesa di 250 milioni di euro in cinque anni, a cui vanno aggiunti i costi delle assicurazioni sanitarie in Albania, che costeranno 900mila euro nel 2024 e poi 1,7 milioni di euro all’anno. Infine, all’interno del Cpr di Gjader sarà costruito un piccolo carcere, con una capienza massima di 20 detenuti, nel caso in cui alcuni migranti trattenuti nei centri dovessero essere messi in custodia cautelare. La realizzazione della struttura costerà 8 milioni, e saranno inviati in Albania 46 agenti di polizia penitenziaria. Si sono prenotati già mille agenti della penitenziaria perché la vedono come una vacanza e per di più ben pagata.
In complesso, sommando tutte le voci di spesa previste dalla relazione tecnica curata dalla Camera dei deputati e dal Servizio bilancio dello Stato si arriva a circa 610 milioni di euro tra il 2024 e il 2028. E in pratica, la spesa annua non è così distante dai 130 milioni dichiarati dalla premier. Ci sono poi i trasferimenti in nave. È stato reso pubblico un bando per il noleggio di una nave che faccia la spola dall’area di Lampedusa all’Albania e ritorno. Ogni viaggio impegnerà la nave per una settimana. Sono previsti quindi 4 viaggi al mese. Per il primo trimestre, sono 13,5 milioni di noleggio. Diventano 54 su base annua; 250 milioni per l’intera durata del protocollo. Alla fine, insomma, il preventivo si aggira sugli 875 milioni da qui alla fine dei cinque anni. Con il dubbio, se non la certezza, che lungo la strada lieviterà qualche altra voce di spesa.










