di Giusi Fasano
Corriere della Sera, 12 luglio 2021
Migliaia di persone costrette a lavorare nei campi dall'alba al tramonto, senza diritti e senza dignità, per garantire frutta e ortaggi freschi sulle nostre tavole. La verità è che queste storie ci scivolano addosso. Acqua sull'impermeabile. Eppure si ripetono ogni estate da anni e anni. Migliaia di persone a lavorare nei campi dall'alba al tramonto, senza diritti e senza dignità, per garantire frutta e ortaggi freschi sulle nostre tavole. "Le scimmie", così li chiamavano i caporali di un'organizzazione criminale smantellata in Calabria l'anno scorso. Migranti, spesso irregolari, alla disperata ricerca di un lavoro che alle stesse condizioni nessun italiano avrebbe accettato.
"Domani mattina là ci vogliono le scimmie" si dicevano fra loro al telefono uomini poi arrestati. "Va bene, le scimmie le mandiamo là e qui restano 40 persone". La differenza era chiara: persone, cioè braccianti non stranieri. "Le scimmie", invece, "vogliono acqua. Gli diamo quella del canale...". Ogni stagione calda porta indagini e arresti ma non c'è inchiesta che diventi deterrente e così siamo punto e a capo tutti gli anni. L'ultima notizia è di due giorni fa, da Crotone: un commerciante di frutta arrestato per aver reclutato e sfruttato manodopera sapendo bene che gli uomini ai quali la offriva avrebbero accettato ogni cosa pur di avere qualche soldo in tasca.
I carabinieri scrivono "retribuzioni sproporzionate rispetto alla quantità e qualità del lavoro prestato". Più che sproporzionate "misere" sarebbe stata la parola giusta. Pochi euro per giornate con la schiena piegata, anche fino a 14 ore, nella calura delle campagne assolate. Ovviamente senza garanzie di sicurezza né igiene. E la maglia nera non è di una sola regione. Succede anche in Puglia, in Sicilia, in Campania... Poche settimane fa, per dire, la Procura di Foggia ha deciso l'arresto di sei imprenditori agricoli - che sfruttavano il lavoro di 150 poveracci - e del cittadino senegalese che li aveva reclutati. Niente pausa, acqua presa da un pozzo non potabile, paga da 4,50 euro per ogni cassone riempito di ortaggi e 50 centesimi di riduzione per ogni cassa sistemata male sul camion o per ogni pomodoro sporco. Schiavi. Gente invisibile non perché non si veda ma perché voltiamo in fretta lo sguardo se ci capita davanti agli occhi. Ci commuove Camara, 27 anni, venuto dal Mali e morto in Puglia di un malore dopo un giorno di lavoro a quasi 40 gradi e 6 euro l'ora. Ma anche la sua storia ci scivola addosso. Acqua sull'impermeabile di un'indifferenza diffusa.











