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di Alessandro De Angelis

La Stampa, 13 aprile 2025

Non è vero che i Centri albanesi non funzionano. Ora funzionano benissimo secondo il canone populista, che si nutre di emozioni e di lavoro sull’immaginario. Le emozioni sono le paure e l’immaginario è il pugno di ferro. L’efficienza è un dettaglio. Quella foto vale la marea di denari spesi. Se non ci fosse, in questi giorni, la cronaca sarebbe su Giorgia Meloni che ha perso il racconto, spaesata e impaurita, in un contesto internazionale che ha stressato quadro politico e conti domestici. E invece guardatela quell’immagine dei poveri cristi, remake albanese dei tanti scatti postati sul sito della Casa Bianca, che trovano ormai emuli in tutto in mondo: sguardo basso, rivolto verso i polsi legati, in attesa di essere portati via.

Come schiavi o deportati di guerra o prigionieri di chissà quale dittatura. Quell’immagine attribuisce una colpa e trasferisce il messaggio: ecco, finalmente li abbiamo acchiappati, la pacchia è finita. Ecco il trofeo portato al popolo, a conferma che “siamo quelli prima”. E infatti sono tornati tutti ciarlieri nel governo, molto più che su dazi e tutto il resto. La perla di giornata è Matteo Salvini - “che gli dovevamo dare, camomilla o uovo di Pasqua” - fulgido esempio di cattivismo da osteria, che si compiace dello scalpo conquistato.

Misure emergenziali - L’Albania non è solo un diversivo, è “natura” lì dove può manifestarsi senza inibizioni, vincoli di bilancio e doveri internazionali. Ed effettivamente l’operazione è sempre la stessa: misure emergenziali su un’emergenza che non c’è, paradossalmente perché risolta dai medesimi protagonisti. Secondo i dati pubblicati sul sito del Viminale lo stesso giorno della foto, si registra il 28,69 per cento di sbarchi in meno rispetto allo scorso anno di questi tempi: dalla Tunisia pressoché azzerati grazie al controverso accordo sottoscritto dal governo (519 a fronte dei 7.245 dell’anno scorso), non più di cento da Algeria e Turchia, mentre la Libia, dove siamo scomparsi dai tempi del governo di Paolo Gentiloni con Marco Minniti al Viminale, continua la criticità (10.661 sul totale di 11.474 arrivi).

Logica avrebbe suggerito di proseguire sulla via di un più incisivo investimento politico in quella direzione. Magari dando corpo al famoso piano Mattei, eterno Godot del governo. E, poiché un Paese solo non basta, avrebbe suggerito di battersi per portare l’intera Europa a un accordo quadro con l’Africa: un approccio, appunto, strutturale di gestione del fenomeno migratorio che è anch’esso strutturale, nel corso del mondo, e non un’emergenza. Però, vuoi mettere il trumpismo iconografico su un modello che tale non è, e piuttosto ricorda le famose navi “di Franceschiello”: quelli che stanno a poppa, vadano a prua, quelli che stanno a prua vadano a poppa e “facite ammuina”. Tant’è: l’Albania trasformata dall’ennesimo decreto in Cpr, perché come centro di accoglienza non funzionava nonostante le forzature giuridiche. Quelli che stanno nei Cpr italiani vanno lì, e non perché sono sovraffollati, anzi ci sono 150 posti liberi. Poi quelli che stanno in Albania ritornano in Italia per essere rimpatriati. Non serve a nulla, ma l’ammuina fa racconto.

Mercanti di paure - Il problema è che questo racconto, in un mondo di mercanti di paure, non è l’eccezione ma è diventata la regola. Il cui carattere egemonico lo ha reso nuovo senso comune come la parola “deportazioni” che sui social funziona più di “rimpatri”.

Anche il leader laburista Keir Starmer ha postato medesime foto e, nonostante il fallimento del modello Ruanda del suo predecessore, dice di guardare con interesse al “modello Albania”. In Germania la grande coalizione coi socialisti, evidentemente folgorati sulla via di Damasco di Islamic State, ha nel programma i rimpatri in Siria e pure in Afghanistan dove vige la Sharia e governano i Talebani, non riconosciuti dalle nazioni Unite. E chissà se è un caso ma Nigel Farage e Afd salgono nei sondaggi, a conferma che tra l’originale e la copia viene premiato l’originale. È il quadro di un cedimento strutturale alle paure. La destra asseconda la sua natura, chi avrebbe la missione di liberare il popolo dalla paura la scimmiotta. Con la variante italiana: sotto la denuncia umanitaria, il nulla.