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di Chiara Baldi

Corriere della Sera, 14 ottobre 2023

Secondo quanto previsto dal sistema di accoglienza, ogni minore rintracciato sul territorio comunale deve essere preso in carico dall’Amministrazione. I minori stranieri non accompagnati in carico al Comune sono 1.300, quasi il doppio rispetto a prima del Covid: tra il 2019 e il 2020, infatti, erano 650-700. Secondo quanto previsto dal sistema di accoglienza, ogni minore rintracciato sul territorio comunale deve essere preso in carico dall’Amministrazione.

I primi 30 giorni si dovrebbero trascorrere nei centri di prima accoglienza gestiti dal ministero dell’Interno attraverso le prefetture, ma la Lombardia, in questo caso, costituisce un’eccezione. A Milano è il Comune - così come in altre città lombarde - a farsi carico di questa funzione: oggi ci sono tre centri di prima accoglienza per 110 posti. Una volta identificati e ascoltati, i minori vengono collocati nei centri di seconda accoglienza Sai (Sistema accoglienza e integrazione) che in città contano 400 posti autorizzati dal governo e attivati da Palazzo Marino. Quando si esauriscono, si procede all’allocamento nelle comunità socio educative. Ma anche queste sono sature, per cui il Comune ha dislocato in 30% di minori fuori città o regione, continuando a sostenere le spese: a Genova, Pordenone, Udine, Trieste e, a breve, Benevento. Oggi il 98% degli accolti è maschio e per la maggior parte si tratta di adolescenti (dai 15 anni).