di Stefano Anastasìa*
Ristretti Orizzonti, 11 agosto 2019
A nome della Conferenza dei Garanti delle persone private della libertà nominati dalle Regioni e dagli Enti locali, esprimo la nostra solidarietà e vicinanza al Garante nazionale oggetto di una pretestuosa polemica rinfocolata oggi dai sottosegretari leghisti alla Giustizia e all'Interno.
Le competenze del Garante nazionale su qualsiasi condizione di privazione di libertà, quali quelle che si consumano sulle navi da cui viene vietato lo sbarco, sono chiare e stabilite dal Protocollo addizionale alla Convenzione delle Nazioni unite contro la tortura. Come trasparente è l'indennità percepita dai componenti dell'ufficio, perché fissata per legge.
Spiace che motivazioni evidentemente politiche spingano autorevoli esponenti di governo a tentare di delegittimare un'autorità di garanzia indipendente che svolge delicate funzioni anche per conto delle organizzazioni internazionali cui l'Italia aderisce. Speriamo che l'incerta situazione politico-istituzionale non spinga i diversi attori a trascendere dai loro ruoli e responsabilità.
*Portavoce della Conferenza dei Garanti territoriali delle persone private della libertà e Garante per le Regioni Lazio e Umbria.










