di Enrica Riera
Il Domani, 3 agosto 2026
Esternalizzare i flussi migratori e creare hub in paesi terzi del nord Africa: è la piattaforma che la premier porterà martedì all’Ue. Frontex smonta la retorica dell’invasione: “Nel 2026 i flussi sono diminuiti”. Papa Leone: “Per i migranti ci vuole giustizia”. E la Guardia civil identifica gli 007 tra i migranti che hanno attraversato il confine. Ordine, difesa, sicurezza. Esternalizzare la gestione dei flussi migratori, favorire i rimpatri in paesi terzi, introdurre norme che criminalizzano la migrazione, rendere più complicato l’accesso alla protezione internazionale, usare la detenzione amministrativa come politica di asilo. E soprattutto stabilire controlli alle frontiere interne. Per Giorgia Meloni il caso Ceuta è stata quasi una benedizione. O almeno il pretesto perfetto, a un anno dal voto, per manifestare, con ancora più forza, le sue idee di politica migratoria. Meloni spacca l’Europa per isolare Madrid.
Presunte emergenze - Quella da giocare nelle prossime ore è una partita politica fondamentale per la premier che ha caldeggiato il vertice di (presunta) emergenza di martedì coi ministri dell’Interno dell’Europa e, dunque, per velocizzare l’iter di una pratica che, insieme al suo esecutivo, ha molto a cuore: l’apertura dei return hubs, i centri di rimpatrio nei paesi terzi, sul modello del protocollo Italia-Albania. Come anticipato da diverse testate e confermato a Domani da fonti di Chigi, l’Italia, con il numero uno del Viminale Matteo Piantedosi, domani porterà sul tavolo del Consiglio europeo la proposta di creare i nuovi hub per i migranti irregolari: l’idea è di reperire le risorse dai fondi europei e, inoltre, ci sarebbe già una lista preliminare di paesi da coinvolgere attivamente. Si va dal Ruanda, Ghana, Senegal, Tunisia, passando per la Libia, Mauritania, Egitto, Uganda, fino all’Uzbekistan, Armenia, Montenegro ed Etiopia. Paesi con cui chi verrà trasferito non avrà probabilmente alcun tipo di legame.
“La direzione giusta” per fermare i flussi, aveva detto la premier sul progetto. “Deportazioni”, avevano replicato le opposizioni. Ma Meloni, forte della crisi dei migranti nell’enclave spagnola, tira dritto, nonostante le critiche piovute dalla minoranza (il Pd le ha chiesto di riferire in Parlamento) e dal leader Sanchez che ha polemizzato sulla scelta dell’Italia di sospendere temporaneamente Schengen. “Non ce n’era bisogno - ha detto sui social il parlamentare di Avs, Nicola Fratoianni - Ceuta è al di fuori dell’area di libera circolazione delle persone disciplinata da Schengen: sostenere che chi l’ha raggiunta in queste ore possa raggiungere l’Europa è impossibile”. Eppure è quello che ha fatto la premier “che - ha aggiunto Fratoianni - la geografia la conosce”. Analoghe le parole dell’altro leader di Avs, Angelo Bonelli, che ha parlato di “operazione costruita a tavolino”.
Tra l’altro la Guardia Civil avrebbe anche identificato diversi agenti legati ai servizi segreti marocchini tra gli oltre 60mila migranti che hanno attraversato il confine. “Meloni - ha detto il deputato - ha sfruttato cinicamente la vicenda. Chieda scusa”. E poi il numero uno dell’M5s Giuseppe Conte: “È stata una mossa vannacciana, per non farsi scavalcare da Vannacci”. In base a quanto si apprende l’altra richiesta italiana al tavolo di martedì riguarderà l’attuazione del programma “Gsp+”, approvato quest’anno e in vigore dal primo gennaio del 2027, sistema che associa i vantaggi daziari per i paesi in via di sviluppo all’effettiva collaborazione nel riammettere i propri cittadini che soggiornano illegalmente nell’Ue.
Meloni cavalca l’onda nera. E per affondare Sánchez s’inventa le frontiere chiuse Rigurgiti repressivi È così che, alla luce dei fatti di Ceuta, emerge tutta la deriva securitaria delle politiche, legate alla migrazione, della leader di Fratelli d’Italia. Un vero e proprio rigurgito repressivo. Non solo esternalizzazioni e rimpatri, il modello che il governo intende perseguire è dunque, ancora una volta, quello fallimentare dei Cpr in Albania: la realizzazione di strutture costosissime e di dubbia costituzionalità, in “condizioni fatiscenti ed eccessivamente carcerarie” (secondo il Comitato Onu contro la tortura) e nemmeno utili al loro scopo.
Domani aveva raccolto le testimonianze inedite dei migranti rinchiusi a Gjadër, struttura infernale in cui l’Italia ha impiegato quasi un miliardo speso in cinque anni. A fine giugno c’erano meno di cento ristretti: un carcere, quasi sempre vuoto. Un Panopticon dove le telecamere fanno da padrone. “Siamo come cani dentro la gabbia”, avevano detto i reclusi intervistati da questo giornale. Caso Ceuta-Schengen, Meloni innesca divisione in Ue. La vera invasione? Quella Maga I dati Tutto questo, pertanto, per difendere i confini. Argomento, quest’ultimo, assai caro all’esecutivo che urla un’urgenza di difesa dal nemico. I dati, tuttavia, raccontano altro. In un report uscito a luglio, Frontex, l’Agenzia europea per il controllo delle frontiere, dichiara che nei primi cinque mesi del 2026 il flusso di migranti è diminuito di circa il 40 per cento rispetto al 2025. In Italia, in base agli altri dati, 16.130 arrivi via mare nel 2026, contro i 35.980 arrivi via mare nel corrispondente periodo del 2025. “Meno imbarcazioni stanno partendo verso l’Europa, e questo è il risultato di una cooperazione costante con i nostri partner nella regione.
Ma dietro ogni numero c’è una persona, e le persone continuano a morire in mare”, ha dichiarato il direttore esecutivo di Frontex, Hans Leijtens, nella nota allegata al rapporto. Persone, come i migranti di Ceuta - 73mila sono stati riaccompagnati in Marocco - a cui il papa ha rivolto un pensiero. “Seguo con preoccupazione quanto sta avvenendo (i morti accertati a Ceuta finora sono oltre 100, ndr) e chiedo a Dio che si possano trovare soluzioni di pace, stabilità e giustizia”. Soluzioni che forse non combaceranno con quelle sul tavolo in programma domani tra i big dell’Europa. La propaganda continua. Ricciardi (Pd): “Su Ceuta la polemica di Meloni contro Sánchez è finta, hanno la stessa politica delle regolarizzazioni”.










