sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Angela Nocioni

L’Unità, 12 dicembre 2024

Ci sono volute 17 udienze all’Italia che ha lasciato per ore un pescatore da solo sulla riva di Steccato di Cutro a tirar fuori con le mani i corpi, perché nessuno c’era nemmeno a terra all’alba, per stabilire che la colpa è di tre naufraghi. Tre sopravvissuti alla strage di Cutro condannati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Uno a 16 anni, uno a 11 anni e un mese e un altro a 11 anni. Per la strage di Cutro l’Italia non condanna chi ha lasciato senza soccorso un caicco stracolmo fotografato dall’aereo di Frontex molte ore prima e di cui gli ufficiali italiani di stanza quella notte nella Sala Comando Frontex a Varsavia tutto sapevano e tutto riferivano “in costante contatto con Roma” (fonte: relazione di Frontex, agenzia di polizia europea) ma tre dei migranti a bordo.

Non chi a Roma è andato a letto quel sabato sera sapendo che nel mare in burrasca c’era una barca stipata di persone, né chi in Calabria ha aspettato a piedi asciutti che il caicco Summer Love arrivasse da sé. Responsabili per quei 94 morti e non si saprà mai quanti dispersi tra le onde il 26 febbraio del 2023, tra loro decine di bambini, per l’Italia sono Hasab Hussain, 22 anni pakistano condannato a 16 anni (l’accusa aveva chiesto di 18 anni) Khalid Arslan, 26 anni pakistano condannato ad 11 anni, un mese e dieci giorni (richiesti 14 anni e 6 mesi) e Sami Fuat, turco di 51 anni condannato a 16 anni (richiesti 11 anni). Su di loro, sopravvissuti alla strage, si abbatte il decreto Cutro che inasprisce le pene per favoreggiamento all’immigrazione clandestina in caso di vittime. Sono stati tutti e tre assolti - si noti bene - dall’accusa di naufragio colposo.

Ci sono volute 17 udienze all’Italia che ha lasciato per ore un pescatore da solo sulla riva di Steccato di Cutro a tirar fuori con le mani i corpi, perché nessuno c’era nemmeno a terra all’alba, per stabilire che la colpa è di tre naufraghi. Quando il presidente del Tribunale di Crotone ha letto la sentenza, riferisce il quotidiano locale “Il Crotonese” i due ragazzi pakistani sono scoppiati a piangere. Uno di loro ha urlato: cercavo un futuro in Italia e mi hanno condannato perché ho fatto da interprete.