di Alessandra Muglia
Corriere della Sera, 5 agosto 2026
I messaggi su Whatsapp: “Fratelli, al tramonto e all’alba del 15 agosto tutti entrano a Ceuta”. “Fratelli, al tramonto e all’alba del 15 agosto tutti entrano a Ceuta”. La chiamata rimbalza da qualche giorno sugli schermi degli smartphone, tra chat di WhatsApp e profili Instagram anonimi in lingua araba. Nemmeno il tempo di archiviare la notte del 30 luglio, quando decine di migliaia di persone hanno aggirato a nuoto la diga frangiflutti di Tarajal per entrare nell’exclave spagnola di Ceuta, che è già comparso un altro appello e una nuova data per “inondare” il confine spagnolo: Ferragosto. Maldita, fondazione spagnola di fact-checking, è da qualche giorno sulle tracce di questo nuovo tam tam digitale.
È riuscita a infiltrarsi in gruppi WhatsApp, pagine Facebook e oltre 50 account Instagram dove si prepara il prossimo assalto alla frontiera, e ha scovato una fitta rete di istruzioni logistiche e pericolose fake news. Se Facebook funziona come una vetrina che riunisce e mobilita, WhatsApp sembra agire più come “centro operativo”. Tra i ragguagli logistici, anche istruzioni su come entrare a Ceuta dal punto opposto rispetto al frangiflutti di Tarajal.
Su Instagram, molti condividono le proprie foto con la data del 15 agosto 2026 sopra. Per indicare il punto di partenza includono le etichette “Fenideq”, “Fnidaq”, ovvero Castillejos secondo la vecchia denominazione coloniale, la città marocchina più vicina all’exclave spagnola. Molti dei profili hanno iniziato a pubblicare informazioni sulla migrazione tra il 31 luglio e il 3 agosto. I commenti puntano a incoraggiare chi parte a portare cibo e acqua. Stessa raccomandazione nei gruppi WhatsApp: “L’acqua è tutto ed è obbligatoria”, avvisa uno. Diversi audio avvertono anche che fame e sete sono i rischi maggiori, del resto sono stati i motivi che hanno spinto la maggior parte dei migranti a tornare indietro volontariamente nei giorni scorsi.
Grande fermento nel gruppo “Haraga Ceuta & Mlilya”. Haraga significa “quelli che bruciano”, e “harragas”, ovvero i bruciati, sono quelli che fuggono dal Paese senza visto o permesso di lavoro. Non a caso la parola chiave della prima mobilitazione, l’hashtag dominante, è “hrig”, alla lettera “bruciare” (i documenti) in darija, un dialetto arabo marocchino, che nel gergo dei giovani che emigrano illegalmente equivale a “partire per l’Europa”. Alcuni chiedono informazioni su quanti si trovano ancora nascosti a Ceuta. Uno risponde: “Sono tutti spariti, non sono nemmeno al centro”. Come a lasciar intendere che hanno trovato la via per l’Europa. Ieri dal vertice Ue è stato confermato che “nessun migrante ha raggiunto la Spagna da Ceuta”.
E sempre ieri Madrid ha chiarito che i migranti marocchini rimasti a Ceuta saranno espulsi, e ha aggiornato il bilancio degli ingressi a 72 mila e dei rientri “volontari” a 70 mila. In realtà, già negli ultimi due giorni, molti marocchini erano stati condotti oltre frontiera con la forza. I militari della Legione spagnola, unità d’élite dell’esercito, intercettano i migranti e li scortano fino al punto di raccolta per poi deportarli a gruppi al confine. Al netto dei minori non accompagnati presi in carico e dei cittadini di origini subsahariane, che hanno diritto alla protezione internazionale, si tratterebbe di poche centinaia di persone, costrette a uscire dai loro nascondigli, nei boschi o tra le rocce, per procurarsi il cibo. Per loro la morsa è sempre più stretta. È la fine ufficiale del sogno, di ogni residua speranza.
Ma che chance di successo può avere questa nuova chiamata dopo la delusione e l’inganno provati dalle migliaia di migranti già tornati indietro? “Molti avranno paura, ma tanti non sono consapevoli di come stiano davvero le cose”, ci dice Carlos Hernández-Echevarría, direttore di Maldita. “In questi gruppi social dilaga tanta disinformazione: c’è chi sostiene che “la Commissione europea concede asilo a tutti” e chi assicura che “non respingeranno chi sa leggere e scrivere”. Il tentativo di un nuovo ingresso di massa ci sarà, il suo successo dipenderà da tanti fattori, incluso il dispiegamento delle forze dell’ordine da entrambi i lati della frontiera”. Sebbene i tentativi di raggiungere Ceuta siano frequenti, questo episodio è stato diverso per il modo in cui le voci si sono diffuse online, incoraggiando migliaia di persone a dirigersi verso il territorio contemporaneamente. A cinque giorni dal più grande ingresso irregolare in Spagna degli ultimi cinquant’anni - dai tempi della Marcia Verde marocchina per strappare alla Spagna franchista la provincia del Sahara occidentale - si rinforza sempre più il sospetto che si tratti di flussi migratori in qualche modo pilotati, ma non si sa ancora con certezza da chi.










