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di Maria Rosa Tomasello

 

La Stampa, 31 ottobre 2019

 

"Dannoso eliminare il Memorandum". Restano gli accordi firmati nel 2017 da Gentiloni, le organizzazioni umanitarie accusano Di Maio. Un accordo "illegale" perché sottoscritto "in violazione dell'articolo 80 della Costituzione, che prevede "la ratifica dei trattati internazionali di natura politica con oneri a carico dello Stato".

Un accordo "criminale" perché nei centri di detenzione libici i migranti vengono sottoposti a violenze, stupri e torture "da parte dei funzionari statali e dalle milizie che li gestiscono", né è sufficiente la presenza di organizzazioni internazionali come Unhcr e Oim per garantire il rispetto dei diritti umani.

Non basta al governo il duro atto d'accusa delle decine di associazioni (da Arci ad Amnesty) riunite nel Tavolo Asilo, che chiedono di annullare il Memorandum sottoscritto nel 2017 da Paolo Gentiloni e di evacuare circa 5 mila persone rinchiuse nei lager. A 72 ore dalla scadenza del 2 novembre, data del rinnovo automatico del patto, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio annuncia che l'intesa resterà in vigore per altri tre anni.

Secondo Oxfam Italia, formazione di personale locale nei centri di detenzione e fornitura di mezzi terresti e navali sono già costati al nostro Paese 150 milioni di euro. Il governo lavora per modificare il testo, spiega il ministro, "in particolare nella parte riguardante le condizioni dei centri di detenzione", ma non ci sarà alcuno stop.

"L'accordo può essere migliorato - dichiara alla Camera -ma è innegabile come abbia contribuito attraverso il rafforzamento delle capacità operative libiche a ridurre in maniera rilevante l'arrivo dei migranti, da 107.212 del 2017 a 2.722 dell'ottobre 2019, e conseguentemente le morti in mare nel Mediterraneo centrale".

L'Italia "è l'unico partner effettivo delle autorità libiche nella lotta al traffico di esseri umani, una riduzione dell'assistenza potrebbe tradursi in una sospensione dell'attività della Guardia costiera libica" sostiene Di Maio, annunciando la convocazione della Commissione congiunta italo-libica e ricordando più tardi l'impegno anche sul fronte dei rimpatri, con un fondo alimentato con 20-25 milioni.

"Il Memorandum deve cambiare radicalmente" dice al mattino il segretario Pd Nicola Zingaretti. "Bisogna voltare pagina rispetto a 14 mesi di indifferenza e propaganda" sottolinea in aula replicando a Di Maio Lia Quartapelle, capogruppo dem in commissione Esteri, chiedendo che le modifiche riguardino "i corridoi umanitari, lo svuotamento dei campi, la presenza delle organizzazioni internazionali e la protezione dei diritti umani".

"E una questione di scelte politiche" osserva il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese, che sul Memorandum riferirà alla Camera mercoledì, spiegando inoltre che, entro fine anno, i decreti sicurezza saranno modificati "in prima battuta per renderli conformi alle osservazioni del Quirinale". Ma l'annuncio di Di Maio semina scontento nella maggioranza, evidenziando sull'immigrazione differenze difficili da sanare.

Ventiquattro tra parlamentari ed eurodeputati di Pd, Sinistra Italiana, Italia Viva, Radicali e M5s, a cui si aggiunge l'ex grillino Gregorio De Falco, parlano di risposte "insufficienti" e chiedono "la sospensione immediata" del Memorandum, "all'origine di una sistematica violazione dei diritti umani delle persone che tentano di fuggire da un inferno".

Il segretario di +Europa Benedetto Della Vedova mette in guardia: "Rischia di essere un accordo Stato-mafia". Esprime "preoccupazione" anche Magistratura democratica, confermando il quadro di violenze "riscontrabile" dai magistrati durante le audizioni dei richiedenti asilo: "I finanziamenti - avvertono - non sono serviti a migliorare le condizioni di vita nei centri".