di Eleonora Camilli
La Stampa, 31 agosto 2026
Piantedosi: “Situazione tutt’altro che migliorata, ci sono ancora 10mila persone non compiutamente identificate”. I controlli alle frontiere per chi arriva in Italia dalla Spagna andranno avanti. Il governo ha intenzione di prolungare lo stop al trattato di Schengen con Madrid. La decisione finale sarà presa, però, soltanto oggi, 31 agosto, quando la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il titolare della Farnesina, Antonio Tajani si sentiranno per fare il punto e valutare la situazione nell’exclave spagnola di Ceuta, analizzando sia i rapporti di intelligence che le interlocuzioni diplomatiche avute in queste settimane col governo di Pedro Sanchez.
L’intenzione, da quanto si apprende, è quella di andare avanti, anche se non è chiaro per quanto tempo: se, cioè, il prolungamento sarà solo di una settimana, cioè fino al 7 settembre quando scadrà anche il termine dei controlli voluti dalla Spagna, oppure se si proseguirà ancora per un altro mese.
È stato lo stesso Piantedosi, parlando da Ceglie Messapica, a ricordare che il quadro è “complicato” e che “a Ceuta la situazione è tutt’altro che migliorata”, perché ci sarebbero ancora tra i cinquemila e i diecimila migranti “non identificati o non compiutamente identificabili”. Non solo, ma per il titolare del Viminale ci sarebbe anche un “allarme” da parte delle agenzie di intelligence spagnole per “soggetti con una caratterizzazione jihadista”. D’altronde, ha ricordato Piantedosi, la decisione di ripristinare i controlli non sarebbe stata presa, il mese scorso, per andare allo “scontro con il governo spagnolo” considerato “Paese fraterno” ma oggi da Ceuta arrivano notizie di una crisi umanitaria e di tensioni con la popolazione locale.
Parole che lasciano intendere l’inevitabilità di continuare, anche se dalle risultanze di queste settimane, dei controlli agli aeroporti non è emerso un legame diretto con quanto accade nell’excalve. Non risulterebbe, infatti, che migranti, entrati a Ceuta nella notte tra il 30 e 31 luglio scorsi, siano arrivati in Spagna e poi da qui transitati in Italia. A essere fermati sono state soprattutto persone con documenti non in regola.
In molti casi con un visto turistico o un permesso di soggiorno scaduti. Oppure cittadini con precedenti penali già segnalati dalla polizia.
Intanto, dalle indicazioni che arrivano dall’Italia, la Spagna teme che lo stop possa durare a lungo, anche oltre un mese come sottolinea il quotidiano La Vanguardia. Se il modello seguito e più volte evocato, dovesse essere quello dei controlli ai confini con la Slovenia, lungo la rotta balcanica, infatti, gli stop alla libera circolazione potrebbero esseri cronici a secondo dell’emergenza. Nel caso spagnolo, però, il confine fisico non c’è quindi una soluzione di questo tipo potrebbe essere ancora più complicata. Per proseguire con la sospensione l’Italia dovrà comunicare la decisione che verrà presa oggi a Bruxelles.
Qualche giorno fa era stato il ministro degli esteri spagnolo Manuel Albares, a parlare del ripristino dei controlli tra i due Paesi come un “affronto ingiustificato e ingiustificabile alla dignità degli spagnoli”. Un’ulteriore proroga, dunque, potrebbe contribuire a peggiorare ulteriormente i rapporti, già tesi, tra Roma e Madrid. Sempre sul dossier migranti, nei prossimi giorni, è previsto l’incontro tra Piantedosi e l’omologo tedesco Alexander Dobrindt dopo le prime richieste di riammissione dei cosiddetti “dublinanti” dalla Germania all’Italia, anche alla luce dell’entrata in vigore del nuovo Patto europeo sulle migrazioni e l’asilo.
Alla richiesta di Berlino era seguita quella di altri Paesi, come Olanda, Svizzera, Austria e Finlandia. Solo la Francia e la Spagna hanno comunicato l’intenzione di non rimandare indietro persone verso il nostro Paese in nome della “solidarietà europea”. Un principio che nella decisione di oggi potrebbe cedere di nuovo il passo alla necessità di mostrare il pugno duro sul controllo dei confini nazionali a pochi mesi dalla campagna elettorale.









