garantedetenutilazio.it, 14 aprile 2026
Il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, e la Garante dei diritti delle persone private della libertà di Roma Capitale, Valentina Calderone, giovedì 9 aprile si sono recati in visita di monitoraggio al Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr) di Roma Ponte Galeria. Ad accogliere la delegazione la dirigente della Polizia di stato, Anna Sbardella, e Walter Russo, direttore dell’ente gestore, Ekene onlus. Al momento della visita nel Cpr erano presenti 80 persone trattenute, 75 uomini e cinque donne, che la delegazione ha potuto incontrare nelle rispettive sezioni, iniziando dalla sezione femminile, dove ha incontrato una donna nigeriana in lacrime perché non riusciva a contattare i propri figli, dopo aver saputo che si trovavano in carcere dalla mattina. Come ha spiegato il direttore del Cpr, diverse associazioni di volontariato accedono regolarmente al Centro per prestare assistenza e supporto ai trattenuti e non ci sono particolari criticità con un numero di presenze - come quello attuale - inferiore alle 85 unità. In gran parte i trattenuti arrivano dal carcere, alcuni dal territorio, pochi i trasferiti da altri centri, per lo più in caso di rimpatri andati a vuoto all’ultimo momento.
La persona che da più tempo è nel Cpr è un trattenuto del Ghana, da circa 5/6 mesi. Si va poi da una permanenza media dalle poche settimane ai due/tre mesi. Per quanto riguarda la sanità, nel centro è presente un medico cinque ore al giorno e personale infermieristico 24 ore su 24, su turni di 12 ore. Il Centro si avvale delle unità di cure primarie di Fregene e Fiumicino. Nel corso della visita, i Garanti e i loro collaboratori hanno visitato tutti i settori, il campetto di calcio, finalmente riaperto dopo anni di inagibilità, e gli spazi in cui in futuro dovrebbero trovare posto una palestra e una sala cinema, e dialogato con alcuni trattenuti, i quali si sono lamentati della mancanza di alcuna attività, diversamente da quanto accade nelle carceri in cui sono stati in precedenza, la scarsa qualità del cibo e materassi sporchi che, secondo loro, sono all’origine di prurito durante il sonno.
La delegazione ha constatato che anche nella sezione femminile sono presenti wc alla turca e nelle stanze da letto mancano comodini o armadietti adatti a contenere le proprie cose. Tuttavia, la situazione rispetto al passato sembra migliorata sia nella struttura che in quanto a clima generale. La delegazione infine ha visitato i cosiddetti “locali idonei”, strutture diverse dai Cpr e idonee nella disponibilità dell’autorità di pubblica sicurezza previste dal decreto-legge 4 ottobre 2018 n. 113, per trattenere temporaneamente lo straniero espulso destinatario di un provvedimento di accompagnamento alla frontiera, dove al momento della visita erano presenti tre cittadini albanesi, due uomini e una donna, due dei quali, una coppia, l’indomani - anche grazie all’intervento dei Garanti - sono stati rilasciati, avendo titolo di soggiorno in Italia per motivi sanitari.











