di Tommaso Ciriaco
La Repubblica, 22 giugno 2019
Il ragazzo, 25 anni, era imbarcato sulla Iuventa della ong tedesca Jugend Rettet ed è accusato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Secco confronto a margine del Consiglio europeo a Bruxelles. Nel corso di un bilaterale tra il premier italiano Giuseppe Conte e il suo omologo Antonio Costa, primo ministro del Portogallo, si è discusso del caso del portoghese Miguel Duarte. Il giovane, 25 anni, è sotto inchiesta in Italia dal 2018 per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e secondo i media portoghesi rischia fino a 20 anni di carcere. Il volontario, 25 anni, laureando in fisica, si è imbarcato sulla Iuventa, imbarcazione della Ong Jugend Rettet - dicono in Portogallo - spinto dalla voglia di salvare vite nel Mediterraneo.
La nave è stata sequestrata dalle autorità italiane nel 2017. Duarte è stato fermato insieme al resto dell'equipaggio e ora rischia 20 anni. Pena che per media e opinione pubblica portoghese è decisamente sproporzionata, tanto che è partita una campagna politica e sui social sotto lo slogan "salvare vite umane non è un reato". Un caso al quale si è interessato anche il governo di Lisbona.
Tanto che a Bruxelles il premier Costa durante una bilaterale ha sollevato il caso con Conte, chiedendo come fosse possibile rischiare 20 anni di prigione per un caso simile. Un'attenzione già manifestata pubblicamente dal ministro degli Esteri di Lisbona nei giorni scorsi. Costa, insieme allo spagnolo Pedro Sanchez, è la stella del centrosinistra europeo e il suo ministro delle Finanze, Mario Centeno, è presidente dell'Eurogruppo, forte della capacità del suo governo di avere rilanciato la crescita mentre risanava i conti. Entrambi sono tra i politici più impegnati ad evitare la procedura sul debito italiano, tra i pochi alleati di Roma su questo dossier.










