di Massimo Pisa
La Repubblica, 9 marzo 2020
La protesta per la sospensione dei colloqui e per altri problemi all'interno del carcere arriva anche a Milano. Un detenuto salvato dopo aver ingerito grande quantità di metadone.
I disordini per le norme anti-diffusione del coronavirus che impongono la sospensione dei colloqui con i parenti arrivano anche nel carcere milanese di San Vittore: detenuti sono saliti sui tetti e gridano "Libertà, Libertà" e "Vergogna", la polizia penitenziaria e le forze dell'ordine sono intervenute per sedare i disordini nei reparti e gli incendi in alcune celle del quinto braccio, con gli agenti entrati con scudi e manganelli.
Dopo due ore i detenuti sono scesi dai tetti, poi un gruppo di 4 è tornato sul tetto. La situazione all'interno del carcere resta delicata: il pm Alberto Nobili, responsabile dell'antiterrorismo milanese, arrivato con il questore Sergio Bracco, è entrato nel carcere per trattare con i detenuti. Un ambulatorio del quarto raggio è stato devastato, un detenuto ha ingerito una grande quantità di metadone, ma è stato soccorso. In una breve carica fuori San Vittore è stato coinvolto l'ex Br Paolo Maurizio Ferrari.
Tensione a mille anche nel carcere di Bollate dove sono stati sfasciati alcuni uffici. Tra le richieste dei detenuti c'è anche la riduzione del numero di presenze. Dalla strada adiacente al carcere erano visibili carta e stracci a cui è stato dato fuoco attaccati alle grate di una finestra e getti d'acqua per contenere le fiamme.
A dar vita alla protesta sono i detenuti de "La Nave" il reparto modello riservato a chi soffre di forme di dipendenza. Persone che hanno scelto di seguire le strade del recupero. Creato nel 2002 al quarto e ultimo piano del terzo raggio della casa di reclusione nel centro della città, prevede celle aperte 12 ore al giorno e la programmazione di attività psicoterapeutiche, lezioni sulla legalità, corsi di musica, teatro e attività sportive. Proprio da questa particolarità deriva il nome: una "Nave" per detenuti in transito verso una nuova vita.









