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di Rosario Di Raimondo, Massimo Pisa

La Repubblica, 12 febbraio 2023

Luis Fernando Villa Villalobos era detenuto dal 31 dicembre a San Vittore dopo un arresto per furto aggravato. Peruviano, senza fissa dimora, avrebbe compiuto 22 anni a giugno ed era finito in carcere dopo essere stato fermato e processato per direttissima.

Aveva 21 anni. Era detenuto dal 31 dicembre a San Vittore dopo un arresto per furto aggravato. Il 2 febbraio si è impiccato in cella: portato in condizioni gravissime al Policlinico, è morto nella notte di venerdì. È il primo suicidio in cella a Milano nel 2023 dopo un anno, quello appena passato, che è stato definito “nero” per gli istituti penitenziari di tutta Italia. L’ultimo detenuto a togliersi la vita si chiamava Luis Fernando Villa Villalobos. Era peruviano, senza fissa dimora, avrebbe compiuto 22 anni a giugno ed è finito a San Vittore dopo essere stato fermato e processato per direttissima. In queste ore il caso è arrivato sul tavolo del magistrato di turno Angelo Renna che, come da prassi, ha aperto un fascicolo necessario a svolgere gli accertamenti. Dalle prime ricostruzioni, non emergerebbero responsabilità di terze persone.

Francesco Maisto, garante dei detenuti del Comune, racconta: “Ho seguito la storia da quando il detenuto è stato portato in ospedale. Purtroppo la sua morte era altamente prevedibile. So che a San Vittore era stato seguito con particolare attenzione sia attraverso visite psichiatriche sia con incontri dagli psicologi. Anche la collocazione in carcere era adeguata”. Secondo il garante, e anche in base ai dati raccolti da “Ristretti orizzonti” (aggiornati al primo febbraio), è il primo suicidio dell’anno a Milano e in Lombardia. Un fenomeno, quello dei detenuti che si tolgono la vita dietro le sbarre, che è stato anche al centro dell’ultima inaugurazione dell’anno giudiziario a palazzo di giustizia.

Nel solo distretto della corte d’Appello di Milano (che comprende anche Busto Arsizio, Como, Lecco, Lodi, Monza, Pavia, Sondrio e Varese) l’anno scorso si sono uccisi quindici detenuti, mentre l’indice di sovraffollamento degli istituti penitenziari è passato dal 122 al 128,5 per cento: 6.520 persone recluse al 30 giugno 2022. Proprio a San Vittore, la scorsa estate, due detenuti ventenni si sono tolti la vita: uno dei due, tra l’altro, sarebbe dovuto essere ospitato in una Rems, cioè le strutture che hanno sostituito gli ospedali psichiatrici giudiziari. Per Maisto, “il problema serio è che il numero di suicidi aumenta sempre di più, non passa giorno che non ve ne siano. Ormai purtroppo sembra si sia arrivati a una sorta di assuefazione del mondo penitenziario e del mondo esterno, della società civile, rispetto a questi casi”.