di Massimiliano Melley
milanotoday.it, 25 febbraio 2026
Più 110% dal 2020 al 2024, e se ne consuma di più che in altri penitenziari per minori. L’allarme dell’associazione Antigone. Allarme al carcere minorile Beccaria di Milano per l’impennata di consumo di psicofarmaci tra i detenuti. Lo segnala l’associazione Antigone, che si occupa di diritti nell’ambito del sistema penale e penitenziario, all’interno del rapporto sulla giustizia minorile in Italia. Secondo l’associazione, tra il 2020 e il 2024 l’utilizzo di antipsicotici e benzodiazepine tra i detenuti del Beccaria è aumentato del 110%. I dati sono allarmanti anche in confronto con quelli di altri penitenziari minorili. Nel 2023, per esempio, al Beccaria questi farmaci sono stati utilizzati in misura 8,3 volte superiore rispetto a Bologna e 3,3 in più di Firenze, e la forbice è diminuita nel 2024 (4,8 in più di Bologna e 2,4 in più di Firenze) soltanto perché l’utilizzo è nettamente aumentato nelle altre due carceri.
Fragilità psichica e violenza - “Il ritornello della fragilità psichica fa sembrare un luogo unito i corridoi di San Vittore e quelli del Beccaria, così come il rumore dei manganelli”, commenta l’associazione ricordando che il Beccaria è stato teatro di presunta violenza su almeno 33 giovani detenuti tra il 2021 e il 2024, episodi per i quali la procura di Milano ha sottoposto a indagine 51 persone tra agenti, comandanti, direttrici e medici. “Sovraffollamento, psicofarmaci e violenza costituiscono un brutto mix”, afferma Antigone.









