milanotoday.it, 17 settembre 2020
A denunciarlo l'associazione Antigone Lombardia dopo che le sue osservatrici si sono recate in visita nella struttura. Celle da sette detenuti in 20 metri quadri, corridoi e reparti inaccessibili. Questa la situazione del carcere di San Vittore all'indomani dell'emergenza coronavirus. A denunciarla l'associazione che si occupa di diritti dei detenuti Antigone Lombardia, dopo che le sue osservatrici hanno visitato la struttura detentiva per monitorarla.
Durante l'emergenza Covid, ricorda Antigone, San Vittore è stato "un vero e proprio hub per i detenuti che avevano contratto il virus nel corso della detenzione (co-gestito da Medici senza Frontiere); e teatro di alcune delle rivolte di quei giorni".
L'emergenza ha trasformato il carcere e "le misure precauzionali adottate per ridurre il rischio di contagio tra i ristretti e le presenze crescenti nella struttura milanese (871 uomini, 78 donne, 2 bambini al momento della visita) - evidenzia Antigone - hanno creato una situazione, di fatto che vede la maggior parte dei reparti chiusi per tutta la giornata (chiusura che prevede solamente accesso all'aria); sono aperti al momento della visita solamente i reparti che prevedono particolari esigenze trattamentali e quelli riservati ai detenuti lavoranti".
"A questo - prosegue Antigone - si aggiungono svariate celle e repartini destinati a forme differenti di isolamento: isolamento cautelare ex art. 32 O.P.; prevenzione del rischio suicidario (Car); isolamento sanitario. Quest'ultimo si presenta in molteplici forme: per la quarantena iniziale all'ingresso, per i casi sospetti, per i detenuti positivi ricoverati all'ex centro clinico (nel corso della visita erano presenti 3 detenuti positivi in corso di negativizzazione) e per coloro che hanno rifiutato di sottoporsi al tampone (dislocati nell'ex Conp)".










