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di Rosario Di Raimondo

La Repubblica, 7 agosto 2023

È aperto da metà maggio. Nonostante la città si svuoti, non chiude nemmeno ad agosto. Lo “sportello vittime” a palazzo di Giustizia, il secondo presidio dopo l’inaugurazione a fine 2022 di uno spazio identico nel commissariato della polizia locale di via Cittadini, in queste settimane ha accolto cinque persone. Quattro donne e un uomo, vittime di maltrattamenti, violenza domestica e, in un caso, estorsione (oltre una ventina le persone che si sono rivolte al servizio considerando anche via Cittadini).

Lo spazio, creato in una stanza al piano terra del palazzo di Giustizia, ospita educatrici del Comune e psicologi. Ogni lunedì e giovedì si può andare spontaneamente oppure dietro suggerimento dei servizi sociali. La prima funzione è quella dell’accoglienza. Un supporto per ascoltare l’esperienza di chi chiede aiuto e decidere come e dove orientare la vittima in base a quello che ha subito. È prevista anche una forma di ascolto e sostegno psicologico. Le storie delle cinque persone che finora hanno bussato alla porta dello sportello, in larga parte si assomigliano: hanno raccontato di violenze e maltrattamenti tra le mura di casa. In via Cittadini, c’è chi si è presentato perché vittima di stalking, lesioni, aggressioni, minacce, percosse. In un caso, ha chiesto aiuto anche la vittima di una truffa sentimentale, particolare tipo di raggiro che ha come obiettivo l’estorsione di denaro.

Al di là dei numeri, ogni persona raggiunta è una conquista, anche perché spesso, per chi si bussa a queste porte, vuol dire prendere coscienza di essere una vittima, superare la vergogna, riuscire a chiedere aiuto. L’iniziativa “Un Futuro in Comune” è finanziata dal ministero della Giustizia, vede come capofila la Regione e come partner il Comune assieme a enti del terzo settore, come le cooperative Dike, Cipm, A&I. Da quasi un anno, il progetto riguarda anche tre scuole milanesi in particolare per le vittime di bullismo.