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di Simona Gelosa*

Ristretti Orizzonti, 10 novembre 2022

Si terrà il prossimo 3 dicembre - al community hub HUG Milano (via Venini, 83), a partire dalle 19.45 - l’evento di presentazione della nuova antologia di Artisti Dentro Onlus, l’associazione culturale che si occupa di promuovere arte e cultura nelle carceri d’Italia in maniera del tutto originale.

“L’antologia - precisa Sibyl von der Schulenburg, presidente di Artisti Dentro Onlus - è l’opera conclusiva di un anno di lavoro, una raccolta dei migliori contributi ai tre concorsi indetti dall’associazione e riservati ai detenuti: racconti, poesie, testi rap, ricette di cucina e piccole opere pittoriche di mail art. Sono tutte espressioni della creatività di persone detenute, voci che escono da carceri sovraffollate, luoghi di sofferenza e mancate occasioni di rieducazione e recupero sociale. Dobbiamo guardare al fenomeno della carcerazione con animo libero da desiderio di vendetta e considerare invece che senza un aiuto, la maggior parte dei detenuti a fine pena tornerà a delinquere. Ed è per questo motivo che abbiamo deciso di usare la creatività come strumento per una crescita personale del detenuto e l’agonismo come mezzo per risvegliare in persone psicologicamente smarrite l’interesse sufficiente a riaccendere motivazione, ambizione e autostima”.

Artisti Dentro Onlus, le finalità dell’associazione. Le attività principali dell’associazione si esplicano in tre concorsi a premi relativi a tre campi artistici: scrittura, arte culinaria e arte visiva. Questo permette di tendere una mano anche a detenuti in celle di alta sicurezza, strutture dimenticate e istituti dove non ci sono corsi o altre attività organizzate. I membri delle giurie dei concorsi sono esperti dei settori specifici così, ad esempio, la giuria della scrittura è presieduta da Lella Costa, nota attrice e scrittrice, e quella della pittura da Domenico Piraina, direttore di Palazzo Reale a Milano.

“Portare all’esterno le voci dei detenuti attraverso le loro opere d’arte - aggiunge Sibyl von der Schulenburg - ha creato un ponte tra il dentro e il fuori degli istituti di pena, una via che permette il contatto tra la società libera e quella detenuta. C’è bisogno di questo contatto affinché la società si renda conto di qualcosa che non per tutti è chiara: la gente cambia; il detenuto incarcerato dieci anni fa non è più la stessa persona, il suo cervello ha modificato il modo di lavorare e i suoi schemi mentali sono diversi.

Se la svolta è stata in bene o in male dipende dall’ambiente in cui il soggetto è stato immerso per tanto tempo, questo è un elementare principio di pedagogia. Purtroppo c’è uno squilibrio enorme tra due bisogni: la società libera tende a negligere le carceri mentre i detenuti hanno l’esigenza di essere visti e riconosciuti quali esseri umani appartenenti alla stessa società. C’è, poi, un’altra finalità molto importante di tutte le attività di Artisti Dentro Onlus: combattere la noia nelle carceri, luoghi in cui la definizione di noia mortale si concretizza nel numero di suicidi dovuti al vuoto di obiettivi e speranza. I concorsi offrono scadenze e momenti di attesa che scandiscono il tempo dandogli una dimensione vivibile, in quello che un detenuto ha definito il cimitero dei vivi”.

La creatività è uno degli strumenti per ritrovare i propri spazi mentali, anche in carcere. L’articolo 27 della Costituzione riconosce ai detenuti il diritto alla rieducazione, anche se in Italia questo diritto non è sempre tutelato tanto che il tasso di recidiva si aggira intorno al 70-75% (quello norvegese è del 20%). Fanno eccezione le poche carceri modello come quello di Bollate, una struttura che vanta un tasso di recidiva attorno al 17%. Un detenuto mentalmente più sano sarà anche più facilmente recuperabile, con un vantaggio per lui e soprattutto per l’intera collettività.

*Ufficio Stampa Artisti Dentro Onlus