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di Massimo Pisa

La Repubblica, 12 marzo 2022

“Campo di rapine, quando esco dal carcere ricomincio”. La mappa della criminalità giovanile dei carabinieri: appartenenza al territorio, famiglie assenti. Molti vivono tra i nomadi, dove l’affitto si paga con la refurtiva.

“Ha da poco compiuto quattordici anni, e solo per questo abbiamo finalmente potuto contestarle dei reati, perché prima era piena di segnalazioni ma non era imputabile. Entriamo in casa sua per notificarle l’ordinanza, e che fa? S’impaurisce? Si mette a piangere? Chiede scusa? No: ci guarda, bestemmia e si fa portare via”.

La scena raccontata da un investigatore riguarda l’ultima operazione dei carabinieri della compagnia Monforte, quella che ha messo fine alle imprese criminali della banda Z4 e dei suoi due sottogruppi, i 20139 che gravitano su Calvairate e la Z4 Gang/Crvt che chatta su Telegram e si dà appuntamento in piazzale Gabriele Rosa o nei giardinetti di via Nervesa. Il capo di questo gruppo ha 17 anni. Era stato arrestato qualche settimana prima dai poliziotti del commissariato Lambrate, per una rapina in piazzale Leonardo. L’ennesima.

“Abbiamo provato a farlo parlare - racconta un altro investigatore - e dopo un po’ ci fa: “Io campo di rapine. E quando uscirò tornerò a fare rapine”. Ci dice anche che è stato lui il primo a minacciare le vittime per farsi dare il pin e sbloccare gli smartphone, per non accontentarsi più dei soliti cinquanta euro nei negozietti che vendono pezzi di ricambio, dove li piazzava”.

Lo studio dei carabinieri di Monforte, guidati dal maggiore Silvio Ponzio, è la prima analisi organica sulle bande giovanili in città. Repubblica ne ha dato conto sul giornale di ieri, ma dietro quella mappatura c’è un lavoro investigativo di mesi e un collage di storie di disperazione ed emarginazione.

Moltissimi, infatti, sono i minori non accompagnati a farne parte, ragazzi abbandonati dalle famiglie che trovano appoggio e rifugio in case abbandonate o campi nomadi dove l’affitto, spesso, si paga in refurtiva. E i modelli di riferimento, a volte, amplificano la logica del noi contro loro. Prendiamo il video di La strada, canzone del rapper El Kobtan, che parte da un servizio al tg sugli arresti degli appartenenti alla “K.O.gang” di via Adriano.

O al rimpallo tra rime, rivolte, esibizioni di pistole e aggressioni che fa da sfondo alla musica del Collettivo Seven 7oo e la banda Z7 (o 20148, e anche qui ritorna il cap postale a sottolineare l’identità di quartiere).

Altro motivo che emerge dall’analisi dei carabinieri è proprio questo legame col territorio d’appartenenza. “Perché lo conoscono meglio, lo vivono - spiegano gli investigatori - e questo dà loro un vantaggio nelle aggressioni e nelle fughe”. Ecco quindi gli Z2 (0 20127), che crescono all’ombra dello spaccio e degli abusivi che abitano i palazzi di via Arquà, via Clitumno, via Chavez. Gli stessi ragazzini che mesi fa erano stati protagonisti di diverse risse sui vagoni del metrò verde. “Tanto è vero che quando li abbiamo perquisiti - aggiungono i carabinieri - molti avevano ancora i martelletti rubati dai convogli e portati a casa così, per gioco”.

Ecco i Rimaponti M5, che spadroneggiano tra i coetanei tra via Pampuri e i margini del parco Sud, e la Z5 Gang (o Group 5) di nuovo legati alla scena rap emergente del Gratosoglio. Ecco i B. B., che sta per Barrio Banlieue, che dal Barrio’s di via Mazzolari puntano la Darsena e piazza dei Mercanti nei weekend, e gli Z6 che presidiano i vialoni tra via Depretis e Famagosta. O, ancora, gli Z9 (o Z9na), come il titolo della loro chat su Whatsapp, entrati nelle cronache per qualche rissa di troppo tra i campetti della Bicocca e apparentemente chetati dalle perquisizioni del commissariato Greco Turro.

Emergono infine, in questa mappatura preziosa, i dieci ragazzini della Gang Duomo, tutti abitanti in centro, e già pizzicati a derubare coetanei di telefoni, scarpe, catenine e cappellini tra le Colonne, piazza Vetra, la Darsena e il Duomo. E gli Z8, o piazza Prealpi, gruppo di una trentina di ragazzi tra i 17 e i 26 anni, qualcuno con qualche parentela con le storiche famiglie di ‘ndrangheta Serraino e Di Giovine. Cognomi che pesano ancora, anche a quella età.