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di Marta Ghezzi

 

Corriere della Sera, 16 marzo 2015

 

Uno slogan normale non avrebbe funzionato. Serviva qualcosa di forte. In grado di colpire. A maggior ragione se la posta in gioco è alta. San Vittore ha sette biblioteche interne e un patrimonio librario di 25 mila libri. Potrebbero sembrare tanti ma non è così.

Anche perché, nelle ultime settimane, i detenuti e i volontari hanno scoperto quello che numerosi operatori già sapevano: molti libri sono inutili. Illeggibili, inadatti, testi tecnici o superati, romanzi ottocenteschi. Libri che non mettono le ali, che non aprono gli occhi sul mondo, che non insegnano.

Per tradizione i milanesi hanno sempre regalato volumi al carcere. Da qui l'idea di ricreare un circolo virtuoso per far arrivare in piazza Filangeri nuovi volumi. Attuali e più vicini alle esigenze dei lettori. Libri presi dai cittadini, su suggerimento dei detenuti. L'Associazione Mario Cuminetti - pioniera dell'attività culturale nelle carceri - ha preparato un questionario che ha fatto circolare per conoscere le preferenze dei detenuti. È nato un elenco mirato, poi consegnato ad alcune librerie dove è possibile andare a prendere libri (elenco su bibliorete.org ). Ma mancava lo slogan. Che doveva essere d'impatto.

"È arrivato dopo una riunione con i bibliotecari. Simpatico e truffaldino: zanza un libro" spiega Paola Rauzi del gruppo Cuminetti. L'hashtag #zanzaunlibro è stato lanciato alla fiera Bookcity. Piccolo successo: 60 libri in un solo mese. Fra dicembre e gennaio la Casa della Carità l'ha ripreso, e altri 400 testi si sono aggiunti alla pila iniziale. L'iniziativa terminerà a giugno, i detenuti sperano che la generosità dei milanesi non sia già al capolinea.

"Una biblioteca ben fornita attira e diventa un importante luogo di confronto" dice Dario, habitué di quella del V raggio, lettore vorace alle prese con I quaderni del carcere di Gramsci. "Avvicinarsi alla lettura da adulti non è semplice - aggiunge Gianni - ci vuole l'autore giusto, che cattura. I contemporanei sono facili e immediati, si parte così".

Nel terzo raggio c'è la biblioteca centrale. "Quattordicimila volumi solo qui" spiega il bibliotecario Claudio (nome di fantasia). Ma c'è un problema. Non legato al genere o all'attualità. A San Vittore il 70 per cento della popolazione è straniera. Persone capaci di esprimersi in Italiano ma in difficoltà con lo scritto. L'appello di Claudio è accorato: "Comprate anche per loro. C'è fame di libri in rumeno, arabo, russo.

E poi dizionari bilingue e frasari". Il problema è avvertito anche all'ex penale, dove stanno i giovani, età compresa fra i 18 e i 25, con percentuali di stranieri che sfiorano il 90 per cento. Il bibliotecario John mostra la sezione in lingua, un unico ripiano, una decina di libri. Poi svela: "Qui comunque si legge: escono sette libri a settimana".

Al di là dell'iniziativa, le biblioteche di San Vittore, riorganizzate nell'ultimo anno, stanno diventano poli attrattivi. Gruppi di lettura, cineforum, corsi, incontri con scrittori. L'obiettivo finale è il collegamento a quelle comunali. Per fare arrivare i libri da fuori. Come già succede a Bollate e Opera. "Così il patrimonio librario diventa immenso - racconta il volontario Riccardo Mel. E il carcere diventa un luogo di cultura legato al territorio".