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di Fiorenza Elisabetta Aini

gnewsonline.it, 2 luglio 2022

“Il carcere della costituzione è possibile”. Visita i laboratori del carcere di Bollate la ministra della Giustizia, Marta Cartabia, e lo dice e lo ripete. Mentre parla con le detenute impegnate nella sartoria, con gli operai della falegnameria, con gli impiegati del call center, con chi produce mascherine chirurgiche oppure è nel laboratorio informatico Cisco, dove gruppi di detenuti vengono formati, conseguono un diploma, e poi trovano un impiego.

La Guardasigilli, al suo arrivo nella casa circondariale milanese, è stata accolta dal direttore, Giorgio Leggieri, dall’AD della Cisco Italia, Gianmatteo Manghi, dal presidente della Cooperativa Universo - Cisco Accademy, Lorenzo Lento, e dalla comandante di reparto, Samuela Cuccolo, che l’hanno accompagnata prima nelle aule di informatica, dove intanto proseguivano le lezioni, e poi nell’area industriale.

“Io parlo del carcere della Costituzione, voi ne siete la prova, voi lo fate” ha ribadito la Guardasigilli. La Ministra si è poi spostata nel teatro del carcere, per partecipare alla proiezione del documentario “Second chance”, curato da Cristiana Capotondi, voce narrante.

“Di una seconda chance - ha detto Marta Cartabia, che aveva nel frattempo preso appunti per condividere con i presenti le sue sensazioni “come si fa in famiglia quando si vede qualcosa di bello” - abbiamo bisogno tutti, di questa speranza, della possibilità di cambiare. Di luoghi dove sia possibile cambiare. È un respiro per un ministro venire a vedere una realtà come questa”.

E poi, riferendosi “alle storie di speranza che allargano il cuore, ma che al tempo stesso sono storie drammaticissime, che non cancellano il dolore” ha ricordato che “la speranza non è un colpo di spugna sulla storia che uno si butta alle spalle. La storia prosegue e la speranza convive con il dolore”.

Cartabia, consapevole che il cambiamento ha bisogno di risorse, ha condiviso con i presenti la sua soddisfazione perché “dopo 25 anni si stanno facendo i concorsi per i direttori, che dal ‘97 erano fermi”.

Infine, la Ministra ha avuto un pensiero per coloro che ogni giorno, per mestiere o per scelta, si tratti del personale che negli istituti lavora oppure dei volontari che si mettono a disposizione, é là con i detenuti, e ha rivolto loro una domanda: “Cosa sostiene chi mette a disposizione la propria disponibilità? Cos’é che ogni mattina vi fa ricominciare? E’ qualcosa di più di un gesto di beneficenza o di generosità; è qualcosa di più solido che tutti noi che lavoriamo in questo settore, così difficile e così affascinante, abbiamo bisogno per rinnovare ogni giorno il nostro impegno”.