sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Roberta Rampini


Il Giorno, 24 settembre 2019

 

Un successo le attività promosse da Soroptimist International. Dai corsi di gelateria al "Beauty salon": le detenute scoprono il futuro. Trenta carceri, dal Nord al Sud Italia. Sessanta progetti avviati e 20 work in progress, 340 detenute di ogni età coinvolte (pari al 12% della popolazione femminile carceraria), 70 detenute che hanno ottenuto il diploma di acconciatrice, 30 diplomate nel corso di gelateria artigianale Fabbri Master Class.

Altre 45 donne migranti e minori del carcere di Palermo diplomate al termine del corso di caseificazione e lavorazione del latte. Un impatto economico dei progetti avviati dietro le sbarre di 100.000 euro. È "SI sostiene", la strategia di Soroptimist International d'Italia per favorire il lavoro femminile in carcere: numeri e progetti sono stati illustrati ieri mattina nel convegno che si è svolto nel carcere di Bollate.

Il lavoro come strumento di rieducazione e reinserimento sociale, il lavoro come emancipazione anche da un punto di vista economico, il lavoro per abbattere la recidiva nei reparti femminili. E il carcere che apre le porte ai club Soroptimist. "Due anni fa abbiamo sottoscritto un protocollo d'intesa con il ministero della Giustizia e abbiamo avviato progetti di formazione professionale delle detenute con il rilascio di certificazioni, ma anche attività di mentoring e sostegno delle attività lavorative già presenti e gestite dalle cooperative sociali - ha dichiarato Paola Pizzaferri, vicepresidente nazionale Soroptimist d'Italia e coordinatrice del progetto.

Hanno aderito 49 club in tutta Italia e 200 socie. Alle detenute che partecipano ai progetti chiediamo auto-responsabilizzazione". In due anni dietro le sbarre sono stati avviati corsi di gelateria artigianale, pasticceria e arte bianca, cake design, coltivazione piante aromatiche, manutenzione del verde e garden, bibliotecarie, corsi d'arte e scrittura, sartoria, artigianato, beauty e parrucchiera. Ma non solo, sono stati allestiti 20 spazi che prima non c'erano.

Come nel caso del carcere di Bollate, dove è stato realizzato un "Beauty salon" e il nuovo reparto nido con la "Navicella junior", ovvero una sala di lettura attrezzata. Centinaia di volontarie Soroptimist, ma non da sole. Tanti anche gli sponsor che credono nei loro progetti: Ikea, Fabbri 1905 Master Class, Musso Gelaterie e la collaborazione di enti e partner territoriali.

"Anche nel reparto femminile di Bollate, dove ci sono 160 detenute, l'attività di formazione professionale e il lavoro hanno assunto un'importanza fondamentale - ha spiegato Cosima Buccoliero, direttrice dell'istituto di pena -. I progetti avviati da Soroptimist rappresentano un'occasione per creare relazioni con le persone e aiutare le detenute a uscire da una situazione di emarginazione".