La Repubblica, 22 novembre 2024
Il recupero di prodotti che rischierebbero di essere smaltiti donati a quattro strutture detentive milanesi: San Vittore, Bollate, Beccaria e Opera. Un progetto di riqualificazione delle carceri permetterà il recupero e la distribuzione di prodotti e arredi che rischierebbero di essere gettati via, ma che invece verranno donati da aziende del territorio, con un beneficio in termini di emissioni evitate di CO2 e un buon impatto sociale sulle comunità. L’iniziativa è coordinata dal Comune di Milano e supportata da Regusto, prima piattaforma ESG blockchain per la lotta allo spreco.
Le quattro carceri coinvolte. Regusto mette in contatto Aiutility, ente non-profit di riferimento per il progetto nel territorio, con alcune aziende che si sono rese disponibili per ottimizzare il recupero e la distribuzione di prodotti e arredi che vengono messi a disposizione di quattro carceri sul territorio milanese. Le strutture coinvolte sono: San Vittore, Bollate, Beccaria e Opera. Recuperati già 27.000 kg di prodotti destinati allo smaltimento, per un valore economico di 70.000 € e un risparmio di 16 tonnellate di CO2, che equivale all’aver salvato 650 alberi dall’abbattimento.
Le due aziende coinvolte nel recupero e distribuzione. Le aziende interessate, dunque, possono donare prodotti usabili ma invendibili, e che andrebbero quindi smaltiti con un impatto a livello economico, ambientale e sociale. I prodotti sono recuperati e distribuiti alle strutture attraverso l’associazione Aiutility, ente capofila dell’iniziativa. Il progetto è attivo e andrà avanti anche per il prossimo anno, con il coinvolgimento del Comune di Milano e del consigliere comunale Alessandro Giungi. Le aziende al momento coinvolte nel processo di recupero e ridistribuzione di prodotti sono Saipem e Tecnomat. Nello specifico Saipem ha contribuito con una donazione di 578 pezzi dal valore economico di 51.600 € e un peso complessivo di 23.000 kg. Tecnomat ha già effettuato due donazioni dal valore economico di 19.500€ di merce e un totale di 3.680 kg.
Il recupero anche della dignità della vita in carcere. Commenta Alessandro Giungi, consigliere comunale di Milano: “Il progetto di Aiutility e di Regusto è davvero molto bello. L’idea di coinvolgere grandi realtà quali catene di alberghi e importanti multinazionali nel recuperare arredi e mobili per migliorare la qualità della vita nelle carceri è importante a livello sociale, ambientale e culturale. Le carceri devono diventare luoghi in cui trascorrere il periodo di pena in maniera dignitosa e in ambienti che permettano una socializzazione e una vita in un ambiente dotato di arredi e sanitari in buone condizioni. Con questo progetto tale obiettivo si avvicina, dando una nuova vita ad oggetti che altrimenti, pur nuovi, sarebbero stati distrutti”.
Recuperati 27mila kg di materiale. Da inizio progetto sono stati recuperati oltre 27.000 kg di prodotti e arredi invenduti o destinati allo smaltimento, corrispondenti a circa 4.000 unità di prodotti di vario genere che ricevono una nuova vita. In questo modo sono state riqualificate e rinnovate alcune parti delle strutture detentive fornendo un prezioso supporto a livello sociale ed economico. Tra i prodotti recuperati e donati: accessori bagno e sanitari (lavabi, wc, bidet, piatti doccia e rubinetti) e arredo (scrivanie, armadi, sedie, tavoli, ecc). Il recupero di materiale a rischio spreco permette alle aziende un risparmio in termini di costi di stoccaggio e smaltimento, generando anche un positivo impatto ambientale sui prodotti che non finiscono in discarica.
“Il luogo dov’è possibile un’altra possibilità”. “Il carcere dovrebbe essere per definizione il luogo del recupero, della seconda possibilità - dice Giacinto Siciliano, direttore della casa circondariale di San Vittore - siamo contenti di questa importante collaborazione che consente di migliorare le condizioni di vita all’interno della struttura e contribuire al miglioramento ambientale. Ancora una prova di grande attenzione del territorio alla realtà del carcere e all’integrazione - aggiunto il direttore - con le istituzionali e il Terzo Settore”.
Un progetto replicabile in altre parti d’Italia. Il circolo virtuoso che si è innescato permette così alle aziende di abbattere i costi di smaltimento e stoccaggio e generare un impatto positivo sull’ambienta e sul sociale. Il progetto andrà avanti coinvolgendo tutte le aziende interessate a donare le proprie eccedenze e potrà essere replicato in altre parti d’Italia con il prezioso supporto delle istituzioni.










