Il Dubbio, 30 luglio 2026
Presentati a Milano i risultati dell’iniziativa promossa dall’Ordine degli Avvocati per rifornire San Vittore, Opera, Bollate e il Beccaria. Nelle carceri mancano persino i beni più elementari per garantire un’esistenza dignitosa: dal sapone agli spazzolini, dalla biancheria intima ai prodotti per l’infanzia. È il drammatico quadro emerso a Palazzo di Giustizia a Milano, dove i rappresentanti degli istituti penitenziari della regione e dell’avvocatura hanno presentato i risultati della campagna di solidarietà “Aria d’Umanità”, promossa dall’Ordine degli Avvocati.
La risposta della società civile: ventilatori, kit igienici e beni per i più fragili - L’iniziativa ha permesso di raccogliere e distribuire un aiuto concreto e immediato agli istituti in sofferenza: 150 ventilatori a San Vittore, 150 a Opera e 50 a Bollate, a cui si aggiungono 250 kit per l’igiene personale (150 a San Vittore e 100 al Beccaria), oltre a centinaia di capi di abbigliamento tra pantaloncini, t-shirt e biancheria intima destinati ai ragazzi dell’istituto minorile Beccaria e ai bambini presenti nel nido del carcere di Bollate. La raccolta ha incluso anche pannolini, creme, forbicine per neonati, spray antizanzare, posate in silicone, biberon e ciucci.
Un supporto vitale descritto dai vertici penitenziari. “Alle nove di questa mattina erano già tredici le persone entrate a San Vittore - ha raccontato Antonella Murolo, vicedirettrice della casa circondariale -. Hanno trovato i kit di ingresso e i ventilatori, alcuni di loro ci hanno detto grazie. La donazione dei cittadini rinsalda il rapporto tra i detenuti e la società, ha il significato di un collante sociale. Succede che alcune persone arrestate entrino senza avere nulla”. Anche il carcere modello di Bollate mostra segnali di forte criticità: “I numeri sono cambiati, nell’ultimo anno abbiamo 300 detenuti in più, in totale sono 1600, e sono cresciute anche le detenute, ora 200 - ha spiegato il direttore Giorgio Leggieri -. Anche da noi non c’è il sapone. Il tema è quello di personalizzare gli spazi cercando di riprodurre l’ambiente di una comunità vera”. Sulla stessa linea Teresa Mazzotta, direttrice dell’Uepe, che ha ricordato le condizioni dei giovani marginalizzati in ingresso al Beccaria, spesso privi persino di una canottiera o dei prodotti per l’igiene intima.
L’affondo dei penalisti: “Il carcere è diventato una discarica sociale” - Alla presentazione dei dati si è unito un duro intervento politico e istituzionale sulle condizioni complessive del sistema penitenziario. Il presidente della Camera Penale, Federico Papa, ha denunciato le recenti politiche legislative che aggravano il sovraffollamento introducendo nuovi reati, portando ad esempi limite: “Prima di venire qui, stamattina, abbiamo visitato Opera dove per una settimana sono mancate l’acqua e la luce al quarto piano. Preoccupa il fatto che manchino i beni per l’igiene personale; qualche anno fa questo non accadeva. Il carcere è diventato una discarica sociale”. Secondo Papa, l’insistenza sulle norme securitarie fallisce l’obiettivo primario: “La vera sicurezza è la rieducazione, solo la rieducazione porta alla sicurezza”. A chiudere il cerchio è il presidente dell’Ordine degli Avvocati, Antonino La Lumia: ““Aria d’Umanità” è molto più di una campagna di donazione, è un gesto collettivo che parla di responsabilità, di comunità, di una giustizia che è presenza, ascolto e cura. È la prova che, quando le istituzioni, le imprese, le associazioni e i cittadini si uniscono, è possibile portare un cambiamento reale anche nei luoghi più fragili e dimenticati”.










