di Nicola Palma
Il Giorno, 30 luglio 2026
Il presidente della Camera Penale, Federico Papa, ha acceso i riflettori sulla situazione delle case circondariali e di reclusione “Mancano anche i beni di prima necessità per l’igiene della persona. Preziosi gli aiuti dai privati”. È la rieducazione lo strumento per limitare le recidive dei reati. E la rieducazione passa anche dalla cura e dal rispetto della dignità di chi entra in carcere. “Ci parlano continuamente di mancanza di sicurezza” e per farvi fronte introducono “ulteriori reati portando all’interno delle case circondariali persone che non hanno nemmeno lo spazzolino e le mutande”. Ha parole dure per descrivere una realtà altrettanto difficile, il presidente della Camera Penale di Milano, Federico Papa, dopo la visita nel carcere di Opera assieme ai rappresentanti dell’Ordine degli avvocati.
Le carceri privano le persone di ogni dignità: “mancano i beni per l’igiene personale, come il sapone e indumenti intimi. Ci deve fare riflettere: il carcere oramai è considerato una discarica sociale”. Papa ha acceso i riflettori sull’emergenza nel corso della iniziativa “Aria d’Umanità”, una campagna alla seconda edizione ideata e promossa dall’Ordine degli Avvocati milanese, con l’adesione, tra l’altro, della Camera Minorile la stessa Camera Penale che presiede e di ITD Onlus (Associazione Internazionale Tutela dei Diritti) con il supporto concreto di privati cittadini. Il ragionamento dell’avvocato Papa è partito da quello che ha toccato con mano recandosi al penitenziario.
All’incontro hanno partecipato anche i dirigenti dell’amministrazione penitenziaria, primi fra tutti la provveditrice per la Lombardia Maria Milano e il direttore di Bollate, Giorgio Leggieri. Sono stati donati a vari istituti di Milano 350 i ventilatori, 250 i kit per l’igiene personale 100 pantaloncini, altrettante 100 t-shirt e 150 indumenti di biancheria intima per i ragazzi del Beccaria. Per i bimbi presenti nel nido di Bollati sono stati raccolti pannolini, salviettine, forbicine, creme e pure biberon.
Il presidente dei penalisti milanesi ha raccontato anche che ad Opera, al quarto piano, per una settimana sono mancate l’acqua e la luce, problema che è stato risolto. “Potete immaginare, però, cosa abbia significato”. E dopo aver spiegato che mancano i beni essenziali ha proseguito: “colpisce anche il fatto che i detenuti si lamentano della mancanza di rieducazione, nonostante gli sforzi”. Da qui ha rilanciato il tema, da lui affrontato in più occasioni, delle necessità e della primaria importanza della rieducazione dei detenuti, garanzia dell’abbattimento della recidiva e di una maggiore sicurezza.
A Bollate, istituto modello, dove le celle servono davvero solo per il pernottamento, e il punto di forza è il “trattamento intensificato” con un’area industrial dove, realtà imprenditoriali private hanno assunto detenuti, attualmente sono ospitate 1.600 persone, con un incremento di 300 donne nell’ultimo anno di cui una con un neonato.
“Il nostro obiettivo è incrementare il tasso di occupazione, ma abbiamo difficoltà. Ci sono giovani che entrano senza riferimenti familiari e senza indumenti”. E quindi fondamentali sono diventati i ventilatori e kit per l’igiene personale donati. Lo stesso vale per San Vittore dove, ha spiegato la vice direttrice Antonella Murolo, dei 150 kit regalati, 13 sono stati distribuiti ai “nuovi giunti” (c’è un notevole turn over), diventando “importanti per il recupero della loro dignità personale”. Al carcere minorile Beccaria hanno aiutato i ragazzi ad aveva una maggiore cura di sé e, ha spiegato l’ex direttrice Teresa Mazzotta, “una visione diversa della loro persona”.
I ventilatori ricevuti, “non sono stati distrutti ed hanno migliorato la vivibilità e i rapporti tra i ragazzi, hanno portato a un aumento di adesioni alle iniziative che mirano al loro reinserimento”. Per Antonino La Lumia, presidente dell’Ordine degli avvocati, l’iniziativa è un “invito a non voltarsi dall’altra parte. Un gesto per ricordare che anche tra le mura di un carcere il diritto all’aria, alla salute e alla dignità restano diritti fondamentali”.









