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di Raffaella Di Rosa

tg.la7.it, 5 maggio 2024

Francesco Maisto: “Tutte le volte che andavo stavano appiccicati al muro, segnale di malessere. Io ho fatto segnalazione alla procura dopo la segnalazione di un consigliere comunicale sollecitato da genitori di ragazzi che avevano subito violenze in carcere”. È il 18 novembre 2022, sette agenti della polizia penitenziaria del carcere minorile Beccaria chiudono il detenuto minorenne Said (il nome è di fantasia) nella stanza senza telecamere del capoposto e lo aggrediscono brutalmente: “mi è uscita la spalla e gli dicevo per favore toglietemi queste manette che mi sta uscendo la spalla. E mi era già uscita”.

I referti medici - Nei due referti medici si parla di ecchimosi multiple alla spalla alla scapola destra al collo e agli arti superiori. È uno dei cinque episodi di violenza sui detenuti nel carcere milanese Beccaria di Milano segnalati alla procura di Milano dal Garante dei detenuti del comune di Milano Francesco Maisto, l’inchiesta che ha portato all’arresto di 13 agenti della polizia penitenziaria e alla sospensione di altri otto parte da qui. Ed è destinata ad allargarsi. Al momento sono 12 le vittime ma potrebbero essere molte di più.

Le telecamere - L’otto marzo 2024 c’è un detenuto di 15 anni che ha tagli all’avambraccio sinistro, se li è fatti da solo con un pezzo di piastrella. Viene portato fuori dalla cella da 4 agenti non in divisa, trascinato per le scale, tirato per un braccio: è tutto documentato nei frames delle telecamere di sorveglianza del carcere. Il giovane viene sbattuto contro il muro e picchiato, poi portato in un’area della infermeria senza telecamere ma la scena “cruenta” -si legge nella informativa del nucleo investigativo della polizia - si intravede dal corridoio: il detenuto è su un materasso si copre il viso con le braccia. Dopo pochi istanti “sentito il trambusto” quattro persone probabilmente i sanitari entrano nella infermeria dove si trova il ragazzo. Il 7 novembre 2023 avviene un tentativo di violenza sessuale su un detenuto da parte di un agente. I ragazzi reagiscono e la ritorsione è un pestaggio violento.

72 detenuti, 26 italiani gli altri sono stranieri, 32 minori non accompagnati. Solo 11 hanno una condanna definitiva. In venti anni al Beccaria ci sono stati almeno 15 direttori, reggenti, facente funzioni. Solo a gennaio è arrivato a tempo pieno un nuovo direttore. La sua volontà di rimettere ordine nel caos, anche inviando in procura le immagini delle telecamere agita gli agenti per anni “padroni del carcere”. L’ex comandante della penitenziaria Ferone, sospeso per aver falsificato le relazioni di servizio sulle violenze, è stato riammesso in servizio ma non in carcere.

Quasi tutti gli agenti della polizia penitenziaria nelle loro difese parlano di interventi contenitivi, turni massacranti e carenza di organizzazione e formazione. “Schiaffi educativi” li chiamavano parlando con i ragazzi. Maisto: gli agenti della penitenziaria provavano fastidio quando è arrivata la comandante e dei nuovi agenti mandati dal Dap. Dicevano: chi sono questi? Nel vuoto di potere Si sentivano i padroni della struttura. Il GIP ha deciso che tre dei 13 agenti arrestati andranno ai domiciliari. Il poliziotto accusato di tentata violenza sessuale ha dichiarato che si trovava in un’altra cella. Potrà tornare in servizio ma non al Beccaria. Così come altri 4 agenti. La prossima settimana verranno sentiti altri detenuti ma anche personale sanitario. E esaminate le cartelle cliniche. L’inchiesta sulle violenze al Beccaria va avanti.