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di Andrea Siravo

La Stampa, 10 maggio 2024

Dalle indagini della Guardia di Finanza sono emerse irregolarità delle società Engels e Martinina nelle gare d’appalto per gestioni altri centri in Italia. Non sarebbe stata ingannata solo la Prefettura di Milano. Le società salentina Engel Italia e Martinina avrebbero presentato documentazione contraffatta anche alle prefetture di Salerno, Avelino, Lecco, Brindisi e Taranto, alterando così le gare d’appalto per la gestione dei centri migranti. È quanto emerge dalle indagini del nucleo di polizia economico-finanziaria della GdF di Milano e dei pm Paolo Storari e Giovanna Cavalleri che lo scorso dicembre avevano portato a commissariare la Martinina, che dalla Engel aveva acquistato il ramo d’azienda che gestiva il Cpr di Milano. La struttura di via Corelli, alla periferia Est della città, in cui i migranti in detenzione amministrativa sarebbero stati trattenuti in condizioni “disumane” e “infernali”, tra “cibo pieno di vermi”, assenza di mediatori culturali e linguistici, l’uso costante di “psicofarmaci”, letti e bagni fatiscenti, solo per citare alcuni fatti riscontrati dalle testimonianze e dall’ispezione del 13 dicembre 2023.

Il prossimo passaggio prevede la richiesta di rinvio a giudizio per i due amministratori di fatto e di diritto della srl, Alessandro Forlenza e la madre Consiglia Caruso, e tra l’altro la Martinina è indagata per la legge sulla responsabilità amministrativa degli enti. Dall’avviso di conclusione indagini, inoltre, emergono una serie di altre imputazioni a carico di Forlenza per turbativa perché, scrivono i pm, “quale amministratore di fatto di Engel Italia srl e Martinina srl” avrebbe presentato “documentazione contraffatta” partecipando ad altre “gare d’appalto” sulla gestione, in particolare, di centri di accoglienza per stranieri richiedenti asilo, tra Milano, Salerno, Brindisi e Taranto.

Il Cpr di Milano, intanto, dopo la convalida del sequestro il 21 dicembre scorso, è gestito ora da un amministratore giudiziario, il commercialista Giovanni Falconieri. “Il mio assistito, Alessandro Forlenza, - spiega l’avvocato Antonio Ingroia - ribadisce la sua estraneità ai fatti contestati, così come contestati, e fornirà i dovuti chiarimenti documentati, riservandosi di chiedere di essere sentito dagli inquirenti e depositare apposita memoria corredata delle prove della sua difesa”. Drammatici i video che erano finiti agli atti dell’inchiesta: ce n’era uno, ad esempio, che mostrava “una persona a terra nel piazzale del CPR” di via Corelli “appoggiata su una sorta di materasso di spugna”, che emetteva “gemiti di estrema sofferenza”, ma “invano in quanto ignorato da tutti”.

Nel frattempo, secondo l’accusa, la società che gestiva il centro, non offrendo in pratica i “servizi” indicati sulla carta per vincere la gara (con documentazione falsa), avrebbe “tratto un illecito vantaggio economico d’importo considerevole” su quel contratto d’appalto per la gestione del valore di oltre 4 milioni di euro. Un migrante, ad esempio, come si legge nell’avviso di chiusura indagini, “pur avendo il piede fratturato, non ha potuto effettuare la visita per il rifiuto del gestore di pagare”. Ad un altro, “annientato dal mal di denti”, il direttore sanitario del centro rispose: “ma ce l’abbiamo i soldi per ricostruire i denti a questo ragazzo?”.

Nel Cpr “senza medicinali”, si legge ancora, c’erano anche persone malate di “tumore al cervello” o altre che avevano subito “l’asportazione della milza”. Non c’erano mediatori linguistici e ha riferito un teste “ci si capiva sulla base del feeling”. Oltre al cibo, si legge ancora nelle imputazioni, “avariato e scaduto”, nessuna “informativa legale”, nessun “luogo di culto”, camerate “sporche” e bagni “in condizioni vergognose”. Mentre ai dipendenti del CPR, intanto, non veniva versato il Tfr e pure “parte della retribuzione” in certi casi. Le altre contestazioni di presunte turbative di gare in giro per l’Italia coprono anni che vanno dal 2019 al 2022.