di Antonella Barina
Venerdì di Repubblica, 1 luglio 2022
Il brasiliano Fernando Gomes da Silva ha buttato via un bel po’ della sua vita, se si trova a dover scontare 18 anni di carcere. Ma deve essere un uomo intraprendente e ingegnoso se, una volta dentro. è riuscito a trovare proprio in ciò che la società “butta via” - nei rifiuti - la leva del proprio riscatto.
Fatto è che, per ammazzare il tempo infinito che ogni detenuto ha davanti a sé, Fernando ha inventato e brevettato un “rifiutometro”, con cui ha avviato la raccolta differenziata nel carcere milanese di Bollate. E ora nella periferia di Milano si sperimenta la sua idea: un “cassonetto intelligente” che registra il comportamento dei condomini, per premiare i più virtuosi con sgravi fiscali nella tassa sui rifiuti. Pare che funzioni davvero.
E Fernando, ormai in semilibertà, è stato assunto da Digital 360, azienda di consulenza digitale. Che oggi si impegna a sensibilizzare altre imprese sui benefici dell’offerta di lavoro ai detenuti. Un’opportunità per chi sconta una pena, che così si prepara a un futuro di legalità. Per la società, che riduce i casi di recidiva. Ma anche per aziende e cooperative. a cui la trascurata Legge Smuraglia (dal nome dell’ex senatore e partigiano) offre indubbi vantaggi: un credito d’imposta di 520 euro al mese e sgravi contributivi del 95 per cento ad ogni ingaggio.
Insomma, assumere un detenuto non è questione di buonismo, ma di convenienza per tutti. Eppure oggi sono solo 2.305 (su 55 mila) ad avere un lavoro che non sia quello sottopagato dall’amministrazione penitenziaria. Perciò varie realtà, profit e non, aiutano le aziende a trovare il talento che cercano e formarlo. Tra queste, la Onlus Sesta Opera San Fedele, che da 99 anni fa volontariato negli istituti di pena milanesi. Per cui ha bisogno di fondi, ma anche, fatto curioso, di scarpe maschili, che in carcere mancano.










