di Paolo Lambruschi
Avvenire, 14 giugno 2026
Il senso del pane è ridare speranza e dignità alle persone fragili. A chi è finito in carcere anche per reati molto gravi, a detenuti, migranti vittime di tratta, disabili e donne vittime di violenza attraverso l’insegnamento del lavoro di produzione delle ostie per la Santa Messa. Il senso del pane è un progetto visionario della Fondazione Casa dello spirito e delle arti nato nel 2016, anno del Giubileo e della Misericordia, da un’idea di Arnoldo Mosca Mondadori che creò, nel carcere milanese di Opera, il primo laboratorio per la produzione di ostie che coinvolse alcuni detenuti condannati per omicidio.
Le prime vennero consacrate da papa Francesco, papa Leone le ha consacrate pochi mesi fa per il giubileo dei detenuti sancendo la continuità. A partire dal 2019, grazie all’incontro con Ennio Doris e al suo sostegno, sono nati 19 nuovi “laboratori eucaristici” in Italia e nel mondo. E proprio nella sede milanese di Banca Mediolanum è stato ricordato giovedì scorso l’apporto del banchiere, scomparso nel novembre 2021, e con il contributo della fondazione Pedrollo è stato annunciato l’allargamento del progetto cui finora hanno aderito più di 15.000 tra diocesi italiane e straniere, congregazioni religiose, parrocchie, monasteri, realtà cristiane che hanno ricevuto e continuano a ricevere gratuitamente le ostie prodotte nei diversi laboratori eucaristici.
Nei laboratori sono impegnate ogni anno nel lavoro di produzione di ostie circa 300 persone. Da Gaza, dove nella parrocchia di don Romanelli la produzione di particole si è mai fermata, al Brasile dove i laboratori sono presenti in quattro istituti penitenziari che adottano il metodo Apac, un sistema di detenzione convenzionato con lo stato che prevede meno agenti penitenziari e più occasioni di lavoro.
“La centralità del progetto - ha ribadito Arnoldo Mosca Mondadori - consiste nel fatto che le ostie, preparate per la celebrazione eucaristica vengono prodotte da persone fragili. Per esempio i detenuti hanno seguito un percorso di conversione interiore e di pentimento. Un lavoro retribuito offre la possibilità a queste persone di ricostruire la propria vita ed evitare la recidiva una volta fuori ritrovando identità e dignità”.
E fu proprio questo aspetto a convincere Ennio Doris, fondatore e presidente di Mediolanum, a finanziare il progetto. Lo conferma la figlia Sara, vice presidente di Banca Mediolanum e presidente della fondazione che porta il nome del papà: “Mio padre aveva la grande capacità non solo di capire le persone, ma anche di intuire quello che loro potevano diventare. Lui vide subito la potenzialità del senso del pane. Nonostante fosse nato in una famiglia povera, si riteneva un privilegiato perché era stato cresciuto con amore. Ha sempre avuto una grande fede e voleva aiutare come poteva tutti”.
Al progetto ha aderito anche la Fondazione Pedrollo, fondata due anni fa dall’omonima azienda leader per le elettropompe e che punta a tutelare la dignità umana con la formazione e portando l’acqua - essenziale come il pane - nei luoghi del mondo dove manca. “Luigi Pedrollo - spiega la nipote Alessandra, presidente della fondazione ispirata al sacerdote per cui è in corso la causa di beatificazione - fu collaboratore prima e poi successore del santo don Calabria alla guida dei Poveri Servi Della Divina Provvidenza. Anche lui dedicò la sua vita al servizio degli ultimi e, se fosse qui, sarebbe felice di partecipare al “senso del pane”.
E a lui saranno dedicati altri otto laboratori carcerari in Brasile, mentre probabilmente dopo l’estate uno aprirà nel carcere Due Palazzi di Padova e un altro a Pollone con la Papa Giovanni XXIII sarà dedicato a Piergiorgio Frassati. Luoghi ponte da cui ripartire, che ridaranno senso a molte vite.










