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di Paola D’Amico

Corriere della Sera, 25 settembre 2026

Abbattere le barriere dell’esclusione sociale e lavorativa partendo dalle competenze digitali: è il progetto “Futuro in Connessione” che diventa opportunità per 210 tra detenuti delle carceri lombarde di Opera, Bollate, San Vittore, Monza e giovani in Esecuzione penale esterna. Il progetto, promosso da Fondazione Triulza con una cordata di Terzo settore, è sostenuto dal Fondo per la repubblica digitale. Abbattere le barriere dell’esclusione sociale e lavorativa partendo dalle competenze digitali. Nasce con questo obiettivo il progetto “Futuro in Connessione: Digital Skills e Crescita Personale per un Nuovo Inizio”, un’iniziativa formativa all’avanguardia ideata per trasformare il tempo della pena in un’opportunità concreta di emancipazione e riscatto per 210 beneficiari, tra detenuti e giovani in carico all’Ufficio di esecuzione penale esterna (Uepe). 

““Futuro in Connessione” è un progetto selezionato e sostenuto dal Fondo per la Repubblica digitale impresa sociale, promosso da Fondazione Triulza Ets con la cooperativa sociale Spazio aperto servizi, il consorzio Sis, la Società benefit Factory Plus e l’altra cooperativa sociale A&I in collaborazione con le carceri lombarde di Milano Bollate, Milano Opera, Milano san Vittore, Monza, più l’Ufficio interdistrettuale di esecuzione penale esterna per la Lombardia. Il progetto parte dal presupposto che l’educazione digitale e la consapevolezza finanziaria non sono privilegi, ma diritti di cittadinanza essenziali per non rimanere ai margini della società e si distingue per un approccio concreto e di lungo periodo. Una delle principali novità riguarda le infrastrutture: tutti i computer utilizzati durante le attività formative saranno donati agli istituti penitenziari coinvolti, lasciando così un’eredità tecnologica permanente a disposizione delle strutture per le future attività didattiche dei ristretti.

Il progetto mira a ridurre il forte divario digitale (digital divide) che spesso isola i detenuti dal mondo esterno e ostacola profondamente il loro reinserimento sociale e lavorativo. Attraverso corsi molto pratici, i partecipanti acquisiranno le competenze tecnologiche fondamentali richieste oggi dal mercato del lavoro e indispensabile anche per la gestione della vita quotidiana: dall’utilizzo degli strumenti informatici di base fino all’approccio consapevole delle nuove tecnologie e dell’Intelligenza Artificiale, dalla gestione dell’identità digitale (Spid/Cie) all’accesso ai servizi online della Pubblica Amministrazione.

“L’obiettivo - sottolineano i promotori - non è solo quello di insegnare a usare un computer. Il punto è costruire un ponte tra l’isolamento detentivo e il mercato del lavoro, riducendo il rischio di recidiva attraverso l’acquisizione di skill reali, certificabili e immediatamente spendibili. L’accesso alle tecnologie è un requisito imprescindibile per l’inclusione sociale, economica e lavorativa. Il mondo accelera tra servizi PA online, smart working e intelligenza artificiale. Attraverso l’inclusione digitale, il progetto trasforma il tempo della pena in tempo di riqualificazione”.

La formazione del progetto si articola in quattro pilastri integrati. “Alfabetizzazione Digitale” introduce la cittadinanza digitale, sicurezza online e prime applicazioni dell’AI, con l’obiettivo di favorire autonomia quotidiana attraverso strumenti come home banking, Spid, Fse e l’uso di soluzioni di AI di base come Chatgpt e DeepL. “Digitalizzazione Avanzata” sostiene la riqualificazione professionale tramite software per produttività e creatività digitale e l’impiego di AI generativa con rilascio di certificazioni come Ecdl e Google IT Support.

“Life Skills” sviluppa competenze trasversali essenziali: educazione finanziaria, comunicazione assertiva, gestione dello stress, pensiero critico supportato dall’AI e capacità di gestione dei conflitti. I moduli dedicati alla cultura finanziaria, essenziali per una gestione economica autonoma, legale e consapevole una volta terminata la pena, saranno sviluppati in collaborazione con Intesa Sanpaolo. Chiude il percorso “Accelerazione e Lavoro” con laboratori di autoimprenditorialità, design thinking, simulazioni di colloqui e attività di matching con aziende del distretto Mind, includendo l’uso dell’AI per l’ottimizzazione del CV e la definizione di modelli di business concreti.