sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Federico Berni


Corriere della Sera, 3 gennaio 2021

 

La grande moda per il reinserimento dei i detenuti in società. Mondi più vicini, oggi, grazie all'impegno di un colosso del lusso come Gucci e di una realtà come Sesta Opera San Fedele, un'associazione che si occupa di "volontariato penitenziario" nelle carceri di San Vittore, Bollate, Opera e, per i minori, il Beccaria.

La didattica a distanza ha fatto il resto, rendendo possibile per tutto il 2020 - e con una nuova sessione in vista per l'anno appena cominciato - un corso di informatica aperto a chi sta scontando la pena attraverso le cosiddette misure alternative (ad esempio arresti domiciliari, semilibertà, permessi lavorativi).

A tenerlo sono dei professionisti di Gucci, nella cui politica aziendale rientra anche l'impegno in progetti di volontariato. Uno di questi va incontro ai programmi di Sesta opera. Si parte dai primi rudimenti informatici, con l'obiettivo di arrivare ad avere dimestichezza con i programmi più diffusi nella vita comune.

Con un unico scopo: "Dare ai detenuti strumenti utili per affrontare l'attuale società", come spiega Guido Chiaretta, presidente di Sesta opera. E quindi "creare un ponte tra il dentro e il fuori, aiutando le persone con percorsi personalizzati di reinserimento sociale". Fare attività formative ed educative con professionisti esterni volontari, rappresenta "una parte di questa strategia, che cerca di dare alle persone che scontano la pena i mezzi necessari a tornare alla vita fuori dal carcere", perché "l'inclusione passa dal saperci responsabili delle fragilità degli altri".

"Altre persone sono in lista d'attesa per aderire al programma (attualmente ne fruiscono cinque assistiti), ma, fanno sapere dall'associazione di piazza San Fedele, servirebbero "altri computer per allargare la platea".

L'esempio della Onlus milanese arriva a pochi giorni dalla pubblicazione del rapporto carceri della Caritas ambrosiana, che ha restituito una fotografia allarmante dei tre principali istituti penitenziari della città, sempre più chiusi al mondo esterno per l'emergenza Covid.

Il documento lamenta lo stop completo a qualsiasi attività didattica, culturale, ricreativa e di sostegno psicologico. E tra le misure richieste, c'è proprio un maggior ricorso agli interventi di "accoglienza abitativa promossi e finanziati dalla Cassa delle ammende", che consentirebbero ai detenuti che ne hanno diritto di scontare la pena all'esterno del carcere.