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napolitoday.it, 17 giugno 2022

L’autopsia sul corpo senza vita di Cosimo Di Lauro conferma quello che si pensava. Nessun segno di violenza autoinflitta sul figlio di Ciruzzo o’ milionario. L’ex reggente dell’omonimo clan di camorra di Secondigliano è morto a 49 anni nel carcere di Opera, dov’era detenuto in regime di 41bis, per deperimento fisico. Le sue condizioni di salute erano precarie. Attesa per gli esiti degli esami istologici e tossicologici, che potranno fornire un quadro completo sulle cause del decesso di Di Lauro. I funerali dell’ex boss saranno solo in forma privata, come disposto dalla Questura di Napoli.

La denuncia dell’avvocato - Saverio Senese, che era il suo avvocato, ha sottolineato che “anche se un criminale, Cosimo Di Lauro aveva dato negli anni segni di squilibrio” sui quali lo stesso legale aveva “cercato di attirare l’attenzione”. Ma nessuno gli aveva creduto. Il suo stato venne reso noto anche a “Nessuno Tocchi Caino”, associazione che a difesa dei diritti dei detenuti. Di Lauro da tempo aveva comportamenti sospetti, definiti “bizzarri” a volte dalla polizia penitenziaria. “Ansia e confusione mentale”, secondo un medico del carcere. Il detenuto venne ricoverato due volte per accertamenti: a Padova e a L’Aquila, su autorizzazione della terza Corte d’Assise di Napoli. Gli furono prescritte terapie neurolettiche, ma col tempo è solo andato peggiorando.