di Massimiliano Melley
milanotoday.it, 19 novembre 2024
Scintille in consiglio comunale tra Alessandro Giungi (Pd) e Michele Mardegan (Fdi), avvocati e consiglieri, sui suicidi in carcere e la frase del sottosegretario Delmastro sul non far “respirare” i detenuti nei blindati. Scontro tra avvocati in consiglio comunale a Milano, lunedì 18 novembre, sulle carceri. Sul ‘ring’ Alessandro Giungi del Partito democratico e Michele Mardegan di Fratelli d’Italia. L’uno, vice presidente della sottocommissione carceri a Palazzo Marino, spesso interviene per parlare dei problemi dei detenuti; l’altro, dal profilo più riservato, quando si sente colto sul vivo non le manda a dire.
Motivo del contendere, il ruolo del governo per quanto riguarda l’aumento dei detenuti (e anche dei suicidi), il prossimo decreto sicurezza, ma anche l’affermazione del sottosegretario Andrea Delmastro (di Fdi): “Proviamo intima gioia nel non far respirare i detenuti” nei nuovi blindati Kgm-Ssangyong appena presentati. Affermazione tutt’altro che ritrattata: “Ci mancherebbe altro che diamo respiro alla mafia”, ha poi detto l’esponente di Fdi.
Ma torniamo al duello in consiglio. Il ‘la’ di Giungi, quando ha preso la parola ricordando “80 persone detenute suicide, quest’anno, oltre a 7 agenti di polizia penitenziaria”, ma anche “la fatiscenza delle carceri, che riguarda non solo questo governo”, e il miliardo di euro speso “inutilmente in Albania per un Cpr non utilizzato perché, ovviamente, i giudici italiani ed europei, applicando le norme, impediscono la deportazione di persone straniere”.
Governo Meloni “peggio del fascismo”
“Davanti a questa condizione terribile”, ha proseguito Giungi, “il governo è stato capace di abrogare il reato di abuso di ufficio, che riguarda poche centinaia di persone, tutti colletti bianchi che di solito, anche grazie alle possibilità economiche, in carcere non ci vanno”. E poi il futuro decreto sicurezza, ancora da approvare. Per Giungi sarà peggio del fascismo: “Contiene l’automatismo, per le donne incinte e le mamme detenute con figli fino a 1 anno, di finire in carcere. Perfino il fascismo, nel Codice Rocco, in questi casi prevedeva il differimento della pena. E poi i detenuti che metteranno in atto resistenze passive, come il rifiuto di un pranzo, senza violenza, rischieranno pene severissime”.
In questo quadro, Giungi ha citato la dichiarazione di Delmastro: “Una frase orribile. Il garantismo deve valere in ogni condizione, non solo quando ci troviamo davanti ai reati da colletti bianchi. Penso siano necessarie le sue scuse”.
Poco dopo, Michele Mardegan ha preso la parola ed è intervenuto anche sull’argomento: “Non è il governo ad avere stabilito 15mila carcerati in più”, ha detto il consigliere di Fratelli d’Italia: “I carcerati vengono condannati a questa drammatica situazione dai giudici a motivo di comportamenti inurbani. Non è colpa del governo se è aumentata la popolazione carceraria”.
E poi le scintille, quando Mardegan ha proposto la sua soluzione: “Sono d’accordo che le carceri siano inadeguate, e mi domando perché non abbiamo mai preso in considerazione l’ipotesi di realizzare un nuovo carcere a Milano”. Mentre Giungi lo interrompeva urlandogli di vergognarsi, Mardegan ha proseguito: “Voi volete che la gente non stia in carcere, mentre la vera soluzione è creare carceri adeguate alla dignità delle persone. Così si sta veramente dalla parte dei detenuti”.










