di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 18 febbraio 2021
A 9 anni dalla morte del 21enne Alessandro Gallelli nel carcere di San Vittore nel febbraio 2012, il gip Domenico Santoro ordina alla Procura un supplemento di indagini sull'apparente suicidio. In passato, infatti, vi erano state indagini per "ipotesi di responsabilità omissiva nella forma del "non aver impedito" la morte" o dell'aver "indotto il ragazzo al suicidio", ed era stato poi archiviato anche un fascicolo per omicidio colposo con due agenti due agenti indagati.
Da ultimo la Procura aveva aperto, a carico di ignoti, un fascicolo per "morte come conseguenze di altro delitto", alla cui archiviazione si sono opposti i familiari del giovane, con l'avvocato Gabriele Pipicelli e i propri consulenti a valorizzare "segni e indicatori coerenti con un'ipotesi di omicidio mediante strozzamento e successiva simulazione di suicidio".
Ora il gip, preso atto che profili di "negligenza o imperizia" sono già stati scandagliati, dispone 6 mesi di verifiche su un'"eventuale azione di natura preterintenzionale (se non, a ben vedere, dolosa) di terzi che possa aver determinato la morte". Come sulle "modalità di impiccamento mediante felpa"; "analisi completa" delle "condizioni di sorveglianza"; l'audizione dell'allora Garante dei detenuti per il Comune di Milano che in una email del 2016 esprimeva "perplessità"; e i quattro detenuti "potenzialmente presenti il giorno della morte" del giovane.











