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di Ilaria Quattrone

fanpage.it, 31 ottobre 2023

Un ragazzo di 21 anni è morto poco dopo essere stato trasferito nel carcere di Opera (Milano) per scontare una vecchia pena per il furto di uno smart-phone. I genitori vogliono sapere cos’è successo al figlio. Lo scorso 26 ottobre i genitori di Oumar Dia, nato e cresciuto a Bergamo nel 2002, hanno scoperto che loro figlio era deceduto all’ospedale di Rozzano, nell’hinterland di Milano, dove era stato trasferito da pochi giorni dopo un periodo di detenzione che - come apprende Fanpage.it - ha trascorso nel carcere di Opera, in provincia di Milano.

L’arresto di Oumar Dia - Oumar Dia, 21 anni, è stato arrestato lo scorso 7 giugno mentre rientrava a casa dal lavoro, perché due anni e mezzo prima, quando aveva poco più di 19 anni, si era reso responsabile del furto di uno smart-phone. Quando è arrivata la sentenza di condanna a quattro anni di reclusione, benché nel frattempo non risultassero ulteriori reati commessi, è stato rinchiuso nel carcere di Bergamo. Circa due settimane fa Oumar Dia è stato trasferito presso il carcere di Opera, ma la famiglia - secondo quanto racconta l’organizzazione no-profit “No justice no peace” - sarebbe stata informata del trasferimento soltanto dopo alcuni giorni. Cosa sia successo in quel lasso di tempo, al momento, non è dato saperlo. Né è conosciuto il motivo del trasferimento nell’istituto penitenziario milanese.

La morte da detenuto - Sta di fatto che il 26 ottobre la famiglia Dia è stata informata dell’inaspettato decesso di Oumar. Il ragazzo, infatti, è stato trasferito all’ospedale di Rozzano: anche in questo caso non è chiaro il motivo del ricovero. Sulla base di quanto raccontato dall’associazione no profit No Justice No Peace Italy, l’istituto penitenziario avrebbe detto alla madre che “è impazzito, era malato ed è morto improvvisamente”.

A insospettire i genitori del giovane bergamasco è che “la settimana in cui Oumar è venuto a mancare è la stessa in cui sarebbe stato rimandato a casa e messo ai domiciliari”. Per questo la famiglia chiede “cos’è successo ad Oumar durante il trasferimento?”. E, giustamente, vogliono la verità.