sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Luigi Ferrarella

Corriere della Sera, 13 marzo 2025

“Non è vietato avere la cintura in cella”. Ahmed Sadawi si suicidò con la cintura dei pantaloni nel bagno della sua cella di San Vittore la sera della “prima” della Scala l’8 dicembre 2023. la Procura di Milano chiede al Gip d’archiviare l’inchiesta a carico di ignoti: “In assenza di rischio specifico non previste limitazioni al possesso di oggetti”. Si era impiccato a 46 anni con la cintura dei pantaloni nel bagno della sua cella di San Vittore la sera della “prima” della Scala l’8 dicembre 2023, proprio mentre nella Rotonda del carcere su un maxischermo la “società civile” partecipava alla tradizionale visione con i detenuti della ““prima” diffusa”: ora la Procura di Milano chiede al Gip d’archiviare l’inchiesta a carico di ignoti, ritenendo che “la lettura di circolari e ordini di servizio vigenti all’epoca nell’istituto, e l’analisi delle telecamere”, escludano “responsabilità penale di alcun soggetto deputato alla vigilanza”.

Arrestato il 4 dicembre per ipotesi di furto, l’egiziano Ahmed Sadawi “il 5 era visitato dallo psicologo che indicava il “livello 3” di monitoraggio, senza variare l’ubicazione del detenuto che permaneva quindi nella sezione “accoglienza”; e poi il 6, a seguito di colloquio con lo psichiatra, era collocato nel circuito a rischio “C.A.R.” con valutazione di rischio medio, e senza indicazioni specifiche sulla privazione di suppellettili ed effetti personali”. Come la cintura: In base “alle circolari e agli ordini di servizio acquisiti dalla Polizia - scrive la pm Simona Ferraiuolo - in assenza di specifiche indicazioni dei sanitari non sono infatti previste limitazioni al possesso di oggetti.

La cintura con cui Sadawi compiva l’insano gesto era indossata sin dall’ingresso, lasciata nella sua disponibilità stante l’assenza di disposizioni in merito”. Inoltre “non c’erano disposizioni di dettaglio sulla frequenza dei controlli della Polizia Penitenziaria, tenuto conto anche che le misure di “sorveglianza a vista” sono residuali e adottate su richiesta motivata dei sanitari; peraltro, benché né Sadawi né il compagno di cella fossero sottoposti a “videosorveglianza”, le telecamere presenti erano attive, permettendo così di appurare lo svolgimento dei fatti”. Ahmed non aveva nessuno, e nessuno ha preso un avvocato per seguire questo fascicolo, alla cui archiviazione potrà ora eventualmente opporsi solo il Garante nazionale dei detenuti.