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di Marianna Vazzana

Il Giorno, 24 febbraio 2026

Dieci donne e 9 bimbi a San Vittore e a Bollate. Giungi: “Mancano comunità”. Accertamenti dei pompieri sull’eventuale presenza di sostanze acceleranti. A due giorni dall’incendio scoppiato all’Icam, l’Istituto di custodia attenuata per detenute madri in via Macedonio Melloni 53, la struttura è chiusa e tutte le donne sono state trasferite altrove con i loro bambini. “Quattro mamme e tre figli sono stati condotti alla Casa circondariale di San Vittore mentre altre sei con altrettanti figli sono alla sezione Nido della Casa di reclusione di Bollate” fanno sapere Alessandro Giungi e Daniele Nahum, vicepresidente e presidente della sottocommissione Carceri di Palazzo Marino.

Il rogo è divampato poco dopo le 21.30 di sabato nel locale lavanderia “e in pochissimo tempo le fiamme hanno raggiunto il corridoio e altri ambienti adiacenti”, scrive in una nota Alfonso Greco, segretario nazionale per la Lombardia del Sappe, evidenziando che gli agenti di polizia penitenziaria “sono immediatamente intervenuti per mettere in sicurezza le recluse e i loro figli, conducendoli all’esterno”. Poi l’intervento dei pompieri, del 118 e dei rinforzi arrivati da San Vittore. Per fortuna nessuno è rimasto ferito né intossicato. I pompieri hanno domato le fiamme e ora sono in corso le indagini per risalire alle cause, a cura del Nucleo investigativo antincendio della direzione regionale dei vigili del fuoco.

Si è ipotizzato che una delle lavatrici abbia avuto un problema di natura elettrica ma occorre verificare l’eventuale presenza di sostanza accelerante e al momento il locale interessato è sotto sequestro. “L’incendio - sottolineano Giungi e Nahum - ha determinato la chiusura della struttura per un periodo di tempo che non si annuncia breve” e i trasferimenti. “Ma questa soluzione - evidenziano - deve essere la più breve possibile, in quanto è certo lo stress e l’angoscia provata dai piccoli (dai pochi mesi ai 4 anni e mezzo) strappati da una struttura detentiva a vocazione di comunità, l’Icam, e ora in cella con le mamme”. Concludono evidenziando due “problemi enormi: le condizioni di sicurezza in carcere, siamo al terzo incendio in pochi mesi in strutture detentive (due a San Vittore e uno all’Icam) e la mancanza di comunità in cui poter inviare le mamme detenute con i loro bambini”.