di Andrea Gianni
Il Giorno, 15 dicembre 2025
Reclusi trasferiti a Bollate e in altri penitenziari. “L’episodio porta alla luce problemi che denunciamo da anni”, dicono i sindacati. Vertice in Prefettura. I detenuti del terzo reparto del carcere di San Vittore, inagibili e senza elettricità dopo due incendi provocati da un cortocircuito, sono stati trasferiti in altre carceri, in particolare nel penitenziario di Bollate che già sconta problemi di sovraffollamento. Una delicata operazione che ha coinvolto in tutto circa 250 reclusi, spostati anche fuori regione, mentre si stanno pianificando i lavori per riparare i danni e riaprire il reparto, con tempi ancora imprevedibili.
“Un episodio che porta alla luce tutti i problemi legati alla mancata manutenzione e al sovraffollamento - spiega Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa Polizia penitenziaria - perché le carceri lombarde, con un tasso di affollamento medio del 157%, a livello nazionale sono seconde solo a quelle della Puglia per quanto riguarda le criticità. Non sappiamo ancora le cause del cortocircuito, ma potrebbe aver contribuito anche un eccessivo carico della rete in una struttura che ospita un numero di detenuti eccessivo rispetto alle capacità”. Una situazione fotografata anche dall’ultimo rapporto di Ristretti Orizzonti, rivista dalla casa di reclusione di Padova e dall’istituto penale femminile della Giudecca che ha diffuso un’analisi su dati del ministero della Giustizia aggiornati al 13 dicembre.
San Vittore è al settimo posto tra le carceri più sovraffollate d’Italia, in una triste classifica che vede sul podio le carceri di Lucca, Vigevano e Foggia. Peggio di San Vittore altri istituti lombardi come Brescia e Lodi. Nella casa circondariale milanese si contano 973 detenuti, con un tasso di affollamento del 201% e una situazione critica anche per quanto riguarda gli organici della polizia penitenziaria. Per ogni detenuto ci sono 0.64 agenti in servizio, e in media ogni stanza ospita quasi tre persone.
Il summit - Per fare il punto sulla situazione dopo gli incendi ieri si è riunito in Prefettura il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto Claudio Sgaraglia. Hanno partecipato alla riunione, oltre alla direttrice del carcere Maria Pitaniello, i vertici territoriali delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco e il provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria. Sono state esaminate, si legge in una nota, “le misure da adottare per la messa in sicurezza e il pronto ripristino della funzionalità dei luoghi e pianificate le attività per garantire una specifica vigilanza in prossimità dell’istituto penitenziario e in quelli del territorio metropolitano in cui sono stati trasferiti i detenuti per motivi precauzionali”.
Gli incendi - Il primo focolaio a San Vittore è stato domato attorno alle 15.30 di sabato, mentre un secondo incendio, che ha interessato il sottotetto adiacente alla cupola della rotonda, si è verificato nella tarda serata di sabato ed è stato anch’esso completamente spento. Per motivi precauzionali, quindi, sono stati sfollati tutti i detenuti del reparto, trasferiti in penitenziari della Lombardia e, in parte, in strutture di altre regioni. “L’istituto è stato messo in completa sicurezza - fa sapere il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria - e le operazioni si sono svolte in modo ordinato e senza criticità, garantendo in ogni momento la tutela delle persone coinvolte. Sono in corso gli accertamenti dei Vigili del fuoco per determinare con precisione le cause dell’incendio”.











