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Corriere della Sera, 20 gennaio 2025

Domenica 19 gennaio l’Associazione Amici della Nave e la Fondazione Amici del Trivulzio insieme per un’iniziativa di inclusione e solidarietà, in collaborazione con il SerD di Asst Santi Paolo e Carlo. Giorgio Gaber e Jannacci, la banda dell’Ortica e i quaranta-dì-quaranta-nòt a San Vitùr, Dario Fo e la Montagna de San Sir: il tutto cantato dai volontari, dagli ex detenuti e dai pazienti SerD del Coro Amici della Nave di San Vittore per (e con) gli ospiti del Pio Albergo Trivulzio e i loro familiari. È il concerto intitolato “Milano inCantata” in programma domenica 19 gennaio alle ore 16 nell’Auditorium del Pio Albergo, promosso grazie alla collaborazione tra Associazione Amici della Nave OdV e Fondazione Amici del Trivulzio, Martinitt e Stelline Onlus. Per il coro e per i suoi componenti, oltre che per i musicisti della Piccola banda Amici della Nave da cui sono accompagnati, si tratta di un nuovo ritorno dopo precedenti esibizioni che avevano sempre suscitato grande entusiasmo e partecipazione tra gli ospiti della struttura.

I volontari e le volontarie dell’Associazione Amici della Nave, che da anni sostengono con il loro impegno le attività del reparto La Nave di San Vittore, hanno tra l’altro come obiettivo non secondario quello di promuovere anche tra i cittadini una sensibilità sempre più diffusa sui temi dell’inclusione, della partecipazione, del dialogo, attraverso gli strumenti dell’arte, della cultura, della musica, della bellezza in tutte le sue forme. La Nave, a sua volta, è un reparto di trattamento avanzato gestito da Asst Santi Paolo e Carlo presso la Casa circondariale di San Vittore per la cura dei detenuti-pazienti con problemi di dipendenza. Il canto corale è una delle attività del reparto che prosegue anche all’esterno del carcere con una ulteriore formazione - quella dell’attuale concerto al Pio Albergo - in collaborazione con il SerD della stessa Asst.

Fondazione Amici del Trivulzio, Martinitt e Stelline Onlus affianca invece gli operatori dell’Istituto con iniziative e progetti innovativi nella cura degli Ospiti del Trivulzio per donare loro, tutti i giorni, un giorno migliore e per intercettare sul territorio le fragilità delle famiglie bisognose: un ponte fra il dentro e il fuori del Trivulzio, per fare rete alimentando con linfa nuova il vivere in modo pieno la città. Fra i progetti di maggior rilevanza promossi dalla Fondazione è il Giardino Alzheimer del Trivulzio, uno spazio verde concepito come vero e proprio “healing garden” per la salute e il benessere delle persone con morbo di Alzheimer cui è destinato. La Fondazione ha attivato un fundraising per avviare la fase esecutiva del progetto e completare la realizzazione del Giardino nei primi mesi del 2025.