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di Chiara Nardinocchi

 

La Repubblica, 7 marzo 2015

 

Un provvedimento annunciato dal ministro Orlando che prevede il pagamento a mercede per i reclusi nelle carceri del milanese occupati nell'accoglienza dei visitatori o come facchini per tutta la durata dell'esposizione. Saranno cento i detenuti che prenderanno parte all'Expo 2015 di Milano, un evento che richiamerà nei sei mesi della sua durata milioni di visitatori. Grazie a un accordo stipulato dal Provveditorato dell'amministrazione penitenziaria (Prap) di Milano e la società Expo spa, i cento saranno impiegati nell'accoglienza dei visitatori, nei punti informativi o come facchini. Un lavoro che sarà remunerato in base alla legge 354 del 1975 che prevede per i condannati il pagamento a mercede, ovvero inferiore di un terzo rispetto agli standard previsti nei contratti collettivi nazionali. Dei cento 35 provengono dalla casa di reclusione di Opera, 35 da Milano Bollate, 10 dalla Casa Circondariale di Monza, 20 dagli uffici di esecuzione penale esterna di Milano tra persone sottoposte all'affidamento in prova ai servizi sociali.

Prigioni ed Expo. La collaborazione tra il ministero di Giustizia e l'esposizione ha dato vita al programma Le carceri milanesi per Expo che si sviluppa su tre punti. L'assunzione dei cento detenuti è infatti solo il primo passo di un progetto che vuole avvicinare l'opinione pubblica a temi come l'inclusione sociale. La seconda iniziativa, un convegno organizzato dal Prap sull'importanza del lavoro nelle carceri come veicolo di reinserimento per chi torna in libertà avrà luogo all'interno dei padiglioni dell'Expo e vedrà tra i partecipanti anche il ministro della giustizia Andrea Olando.

Alimenti "fatti in carcere". Il progetto iniziale prevedeva l'utilizzo di padiglioni all'interno dell'esposizione dove esibire alcuni prodotti coltivati nelle case circondariali del milanese. Ma per mancanza di fondi da parte del ministero di Giustizia, gli stand saranno allestiti nella casa di reclusione di Milano Bollate, non molto distante dall'area espositiva di Rho dove saranno organizzate visite e saranno presentate e vendute le opere dei detenuti. Inoltre la casa circondariale di Milano "San Vittore" grazie al bando dedicato alle "produzioni carcerarie" del padiglione italiano ospiterà la Libera scuola di cucina.